Ogni giorno milioni di europei cercano su internet che cosa vuol dire una parola sentita dall’oculista, se un sintomo è preoccupante, se le gocce che usano funzionano, se gli schermi rovinano gli occhi dei figli. Trovano di tutto: pagine utili, pagine che vendono qualcosa, opinioni presentate come fatti.
Per gli occhi nasce per dare a quelle domande una risposta diversa: che cosa dicono gli studi, quanto sono solidi, dove si possono leggere.
Che cosa facciamo
- Spieghiamo le malattie e i disturbi degli occhi, le visite e gli esami, la vista e le sue correzioni, la prevenzione, gli occhi dei bambini e le novità della ricerca.
- Citiamo in ogni articolo gli studi su cui si basa, con il collegamento a PubMed e al testo originale.
- Diciamo che tipo di studio stiamo raccontando e quali sono i suoi limiti, e diciamo «non lo sappiamo» quando le prove non bastano.
- Scriviamo in cinque lingue (italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo) per i lettori di tutta Europa.
Che cosa non facciamo
Non siamo un servizio medico. Non diamo consigli personali, non facciamo diagnosi, non indichiamo cure, farmaci o prodotti e non rispondiamo a domande su casi personali. Le decisioni sui tuoi occhi si prendono con l’oculista: vogliamo aiutarti ad arrivarci con le domande giuste. Lo spieghiamo per intero nelle Avvertenze.
Chi c’è dietro
Per gli occhi è un progetto editoriale di Publilia di Alessandro Ruggiero, che lo pubblica e ne ha la responsabilità editoriale. Gli articoli sono preparati a partire dagli studi anche con strumenti di intelligenza artificiale, con controlli automatici sulle fonti e con la dichiarazione, in ogni articolo, di chi li ha verificati: il processo è descritto nella pagina Il metodo. Le regole su proprietà, finanziamento e sponsor sono nella pagina Indipendenza.
Scrivici
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