Per gli occhi ha un’idea semplice: sulla salute degli occhi circolano molte opinioni e pochi numeri. Noi partiamo dai numeri, cioè dagli studi pubblicati, e li raccontiamo in modo che chiunque possa capirli e controllarli.
Da dove vengono le fonti
Ogni articolo nasce da una ricerca su PubMed, la banca dati della National Library of Medicine statunitense che raccoglie la letteratura biomedica mondiale, e dalle linee guida delle società scientifiche e delle istituzioni sanitarie (Organizzazione mondiale della sanità, società europee di oftalmologia, agenzie sanitarie nazionali).
I dati di ogni citazione (autori, titolo, rivista, anno, DOI) non vengono ricopiati a mano: un programma li legge direttamente da PubMed. Lo stesso programma controlla che ogni studio citato esista davvero e che non sia stato ritrattato, cioè ritirato dalla rivista. Uno studio ritrattato non può essere citato.
Quali studi contano di più
Non tutti gli studi hanno lo stesso peso. Nell’ordine, diamo più valore a:
- revisioni sistematiche e meta-analisi, che riuniscono e confrontano tutti gli studi su una domanda (le revisioni Cochrane sono il riferimento);
- linee guida delle società scientifiche, che traducono le prove in indicazioni per i medici;
- studi randomizzati controllati, in cui le persone vengono assegnate a caso a un trattamento o a un confronto;
- studi osservazionali, che seguono gruppi di persone nel tempo e trovano associazioni, non necessariamente rapporti di causa;
- studi di laboratorio e sugli animali, utili per capire i meccanismi ma non per trarre conclusioni sulle persone.
In ogni articolo diciamo che tipo di studio stiamo raccontando, su quante persone, per quanto tempo, e quali sono i suoi limiti. Preferiamo i rischi assoluti («da 9 a 4 persone su 100») a quelli relativi («meno 50%»), che da soli possono ingannare.
Che cosa non facciamo
- Non diamo consigli medici personali, non facciamo diagnosi, non indichiamo cure né dosi.
- Non nominiamo marchi di farmaci, colliri, integratori, lenti o dispositivi; parliamo di principi attivi solo per raccontare uno studio.
- Non pubblichiamo testimonianze di guarigione né frasi attribuite a medici o esperti.
- Non usiamo foto di occhi malati, di pazienti o di medici: le copertine sono illustrazioni grafiche di iridi disegnate da un programma, una diversa per ogni articolo, nei colori della rubrica. Non sono fotografie né immagini realistiche generate con l’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale
Usiamo strumenti di intelligenza artificiale per preparare e tradurre i testi a partire dagli studi selezionati. Lo diciamo apertamente, in ogni articolo, già sotto il titolo:
- finché un articolo non è stato controllato da una persona competente, riporta l’indicazione «Testo generato con l’IA»;
- dopo la verifica di ogni affermazione sugli studi citati, riporta il nome di chi l’ha verificato e la data.
Qualunque sia lo stato dell’articolo, valgono gli stessi controlli automatici: le fonti vengono da PubMed o da un elenco chiuso di fonti istituzionali, ogni numero tra parentesi nel testo deve corrispondere a una fonte, ogni fonte deve essere citata nel testo, e un elenco di formulazioni vietate (promesse di cura, dosaggi, marchi, superlativi) blocca la pubblicazione. Restano però strumenti: non sostituiscono la revisione di una persona, che è il nostro obiettivo per ogni articolo.
Le lingue
Il magazine esce in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Le versioni nelle altre lingue sono traduzioni dello stesso articolo, con le stesse fonti e la stessa struttura; i titoli degli studi restano nella lingua originale di pubblicazione, quasi sempre l’inglese. Abbiamo scelto una prospettiva europea: niente regole sanitarie di un solo paese, il numero d’emergenza è il 112.
Correzioni e aggiornamenti
Se un articolo contiene un errore lo correggiamo e indichiamo in fondo all’articolo che cosa è cambiato e quando. Rileggiamo periodicamente gli articoli alla luce degli studi nuovi; la data dell’ultimo aggiornamento è indicata sotto il titolo. Puoi segnalarci un errore scrivendo a redazione@pergliocchi.com o dalla pagina Contatti.
Chi risponde dei contenuti
Il magazine è pubblicato da Publilia di Alessandro Ruggiero, che ne ha la responsabilità editoriale. Le regole sulla pubblicità e sulle sponsorizzazioni sono nella pagina Indipendenza; i limiti dei contenuti nelle Avvertenze.