Un nodulo sulla palpebra, e una domanda che in tanti scrivono in un motore di ricerca: calazio o orzaiolo? I due si somigliano, nascono dalle stesse piccole ghiandole e si confondono facilmente. Ma hanno storie diverse. L’orzaiolo è un’infezione acuta, con pus; il calazio un’infiammazione cronica, senza infezione, che può restare per settimane o mesi1,4.
Anche le prove scientifiche sono diverse. Sulle cure dell’orzaiolo gli studi controllati quasi non esistono, come raccontiamo nell’articolo sull’orzaiolo. Sul calazio ci sono alcuni studi randomizzati, soprattutto sulle due terapie con cui l’oculista interviene: l’iniezione di cortisone e la piccola incisione8.
In breve
- L’orzaiolo è un’infezione acuta con pus; il calazio un’infiammazione cronica, non infettiva, dovuta all’ostruzione di una ghiandola sebacea della palpebra1.
- Un nodulo ben definito sul bordo della palpebra è spesso un orzaiolo; un nodulo nel mezzo della palpebra è più spesso un calazio2.
- In uno studio randomizzato sugli impacchi caldi, dopo 4–6 settimane il calazio era scomparso del tutto in meno di un caso su cinque; i calazi più vecchi rispondevano meno4.
- Iniezione di cortisone e piccola incisione funzionano entrambe; al primo tentativo l’incisione ha avuto successo più spesso, nel 78% dei casi contro il 60%6.
- Un calazio che torna o ha un aspetto insolito va controllato: in rari casi un tumore della palpebra si presenta con lo stesso aspetto3,9.
In questo articolo
Calazio o orzaiolo: che cosa li distingue
Il bordo delle palpebre contiene molte piccole ghiandole che producono sostanze grasse; alcune, le ghiandole di Meibomio, sono nascoste nello spessore della palpebra. Una rassegna del 2023 descrive così la differenza1:
- il calazio è una piccola cisti di infiammazione cronica che si forma quando una di queste ghiandole si ostruisce: il grasso trattenuto provoca una reazione dei tessuti intorno. Se la ghiandola è profonda, il calazio è nello spessore della palpebra; se è una ghiandola vicina alle ciglia, è più superficiale;
- l’orzaiolo è un rigonfiamento acuto e localizzato, con pus, legato all’ostruzione e all’infezione del follicolo di un ciglio o delle ghiandole vicine.
La stessa rassegna nota che in letteratura calazio, orzaiolo e blefarite, l’infiammazione del bordo delle palpebre, vengono spesso descritti come tappe di uno stesso percorso, e che il calazio, pur essendo uno dei disturbi delle palpebre più comuni a ogni età, è poco studiato1.
| Orzaiolo | Calazio | |
|---|---|---|
| Che cos’è | infezione acuta, con pus1 | infiammazione cronica, non infettiva1 |
| Dove si trova di solito | sul bordo della palpebra2 | nel mezzo della palpebra2 |
| Durata | in genere si risolve da solo con il tempo3 | spesso settimane o mesi4 |
Quanto dura un calazio
Una rassegna tedesca del 2022 ricorda che la maggior parte degli orzaioli e dei calazi si risolve spontaneamente con il tempo, anche se in alcuni casi un intervento è inevitabile3. Quando il calazio resiste, però, può essere ostinato.
Lo studio
Impacchi caldi, con o senza colliri
Uno studio randomizzato condotto in quattro centri negli Stati Uniti e in Canada ha assegnato a caso 149 persone con calazio a tre trattamenti, da seguire per 4–6 settimane: solo impacchi caldi; impacchi caldi più un antibiotico in collirio e pomata; impacchi caldi più un antibiotico associato a un cortisonico. Il calazio è scomparso del tutto nel 18% dei casi, con percentuali simili nei tre gruppi: 21% con i soli impacchi. In tutti i gruppi i noduli si sono ridotti in media tra 1,2 e 1,7 millimetri. I calazi scomparsi erano presenti da meno tempo prima della cura, in media 1,5 mesi contro 2,2. Gli autori suggeriscono che, per i calazi presenti da più di due mesi, si possa considerare di passare subito all’iniezione o all’incisione4.
Il messaggio è doppio. Aggiungere colliri antibiotici o cortisonici agli impacchi non ha fatto differenza. E gli impacchi da soli, in un mese o poco più, hanno fatto sparire del tutto il calazio solo in un caso su cinque4. Una revisione del 2025 su 39 studi ricorda che sulle terapie conservative le ricerche sono poche, mentre la maggior parte riguarda iniezioni e chirurgia8.
Iniezione di cortisone o piccola incisione: che cosa dicono i trial
Quando il calazio non passa, l’oculista può proporre due strade: un’iniezione di cortisone nel nodulo, oppure una piccola incisione in anestesia locale per svuotarlo, chiamata incisione e curettage.
Uno studio randomizzato del 2011 ha confrontato le due tecniche in 94 persone con un calazio che non era migliorato con le cure conservative. Il nodulo è scomparso nel 79% di chi era stato operato e nell’81% di chi aveva ricevuto l’iniezione. Con l’iniezione la risoluzione arrivava in media in cinque giorni, e quasi tutti ne avevano avuta una sola. In nessun gruppo ci sono state complicazioni come schiarimento della pelle, aumento della pressione dell’occhio o perdita della vista; in 6 persone su 52 sono rimasti piccoli depositi del farmaco, scomparsi da soli5.
Una meta-analisi del 2016 ha riunito 8 studi randomizzati pubblicati tra il 1984 e il 2013. Al primo tentativo l’incisione ha avuto successo nel 78% dei 264 pazienti, l’iniezione nel 60% dei 288 pazienti. Con uno o due tentativi le percentuali salivano all’87% e al 73%, e la distanza si riduceva. Le complicazioni non sono risultate diverse tra le due tecniche6. Da uno studio all’altro, però, il successo dell’iniezione variava moltissimo, dal 9% all’87%: un segno di quanto contino il tipo di calazio, la tecnica e il modo di misurare il risultato.
Uno studio pakistano su 141 persone ha trovato, dopo due settimane, un successo del 79% con l’incisione e del 62% con l’iniezione, che salivano all’89% e all’80% dopo un secondo tentativo. Gli autori segnalano che lo schiarimento della pelle nel punto dell’iniezione era relativamente frequente nelle persone con la pelle scura7. A complicare i confronti c’è un altro problema: una revisione del 2025 ha trovato che la definizione stessa di «calazio risolto» cambiava molto da uno studio all’altro8. La scelta tra le due strade si fa con l’oculista; gli autori dello studio del 2011 propongono l’iniezione soprattutto quando la diagnosi è chiara e non serve una biopsia5.
Quando un calazio che torna va controllato
Le rassegne indicano che, nei casi che non passano, che si ripresentano o che hanno un aspetto insolito, va esclusa una causa diversa, con l’asportazione del nodulo e l’esame al microscopio3. Il motivo è un tumore poco frequente, il carcinoma sebaceo della palpebra, che può somigliare a un calazio. In una serie di 60 persone con questo tumore, l’età mediana era 72 anni, il 73% erano donne e nel 75% dei casi il tumore era sulla palpebra superiore; in un caso su cinque la prima diagnosi fatta altrove era stata proprio «calazio»9.
Non tutte le recidive, ovviamente, sono sospette. In uno studio su 68 adulti con calazio, un’infestazione di Demodex, un piccolo acaro che vive alla base delle ciglia, era presente nel 50% di chi aveva calazi ricorrenti e nel 18,5% di chi aveva il primo calazio10. È uno studio piccolo, che mostra un’associazione e non una causa. Più in generale, le rassegne collegano orzaioli e calazi a disturbi cronici del bordo palpebrale3, di cui parliamo nell’articolo sulla blefarite.
Quando parlarne con l’oculista
- Un nodulo che non si riduce dopo qualche settimana di impacchi, o che è presente da più di due mesi4.
- Un calazio che torna sempre nello stesso punto o che ha un aspetto diverso dal solito3.
- Un nodulo della palpebra che non si comporta come un calazio tipico, soprattutto nelle persone anziane9.
- Subito, il giorno stesso: gonfiore e rossore che si allargano a tutta la palpebra, dolore quando muovi l’occhio, vista che cala2. Chiama il 112 o vai in pronto soccorso; trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.
Domande frequenti
Come capire se è un calazio o un orzaiolo?
L’orzaiolo è un’infezione acuta, di solito sul bordo della palpebra; il calazio è un nodulo di infiammazione cronica, più spesso nel mezzo della palpebra, che dura più a lungo1,2. La distinzione la fa il medico con la visita.
Il calazio passa da solo?
Spesso sì, con il tempo3. Ma in uno studio randomizzato, dopo 4–6 settimane di impacchi caldi il calazio era scomparso del tutto solo nel 21% dei casi, e i calazi più vecchi rispondevano meno4.
L’iniezione di cortisone nel calazio è sicura?
Negli studi randomizzati non ha dato più complicazioni dell’incisione6. In uno studio non ci sono state complicazioni importanti5; in un altro, condotto su persone con la pelle scura, lo schiarimento della pelle nel punto dell’iniezione era relativamente frequente7.
Un calazio può diventare un tumore?
Gli studi descrivono un problema diverso: non la trasformazione, ma lo scambio. Un tumore poco frequente, il carcinoma sebaceo, può somigliare a un calazio, e in una serie di casi uno su cinque era stato scambiato per calazio alla prima visita9. Per questo un calazio che torna o ha un aspetto insolito va controllato3.
Calazio e orzaiolo sono parenti stretti ma non gemelli: uno è un’infezione che di solito si risolve in fretta, l’altro un’infiammazione che può durare. Sul calazio gli studi dicono che gli impacchi aiutano meno di quanto si pensi e che, quando serve, iniezione e incisione funzionano entrambe. E ricordano una regola semplice: un nodulo che non si comporta come dovrebbe merita uno sguardo in più.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


