Il bordo delle palpebre è una striscia larga pochi millimetri, ma è molto affollata. Ci nascono le ciglia, ci si apre una fila di piccole ghiandole che producono la parte grassa delle lacrime, ci vivono batteri e, in molte persone, minuscoli acari. Quando questo equilibrio si rompe, il bordo si arrossa, si ispessisce, si copre di crosticine: è la blefarite.
Chi ne soffre cerca soprattutto rimedi per la blefarite che funzionino, e spesso ne prova molti. Le revisioni sistematiche raccontano una storia meno semplice di quanto promettano molti prodotti: alcune misure danno sollievo, ma nessun trattamento ha finora prove solide di risolvere la forma cronica1.
In breve
- La blefarite è un’infiammazione del bordo delle palpebre: può riguardare la base delle ciglia (blefarite anteriore) o le ghiandole di Meibomio (blefarite posteriore)1.
- Il cattivo funzionamento delle ghiandole di Meibomio è molto diffuso: una meta-analisi lo stima in poco più di una persona su tre, con grandi differenze tra gli studi2.
- Gli acari Demodex sono molto più frequenti nelle persone con blefarite; le crosticine a manicotto alla base delle ciglia ne sono il segno tipico4,5.
- L’igiene delle palpebre può dare sollievo, e gli impacchi caldi riducono i sintomi se mantengono la temperatura1,6.
- Per antibiotici per bocca e olio dell’albero del tè le prove sono molto incerte; un collirio antiparassitario ha dato buoni risultati in uno studio di sei settimane7,8,9.
In questo articolo
Che cos’è la blefarite: anteriore e posteriore
Gli studi distinguono due forme principali, che spesso convivono1:
- la blefarite anteriore, che interessa la parte esterna del bordo, dove nascono le ciglia; può essere legata a batteri come gli stafilococchi oppure di tipo seborroico1,7;
- la blefarite posteriore, che riguarda le ghiandole di Meibomio, le ghiandole del bordo interno che producono l’olio delle lacrime; gli specialisti la chiamano anche disfunzione delle ghiandole di Meibomio1.
I disturbi tipici sono arrossamento, sensazione di secchezza, fastidio, sensazione di corpo estraneo, prurito e anomalie delle ciglia5. È spesso una condizione cronica, che va e viene: per questo le revisioni parlano di blefarite cronica1.
Le ghiandole di Meibomio e il legame con l’occhio secco
Il malfunzionamento delle ghiandole di Meibomio non è un problema raro. Una meta-analisi del 2021 ha stimato che il malfunzionamento di queste ghiandole riguardi circa il 36% delle persone esaminate, con valori molto diversi tra popolazioni: dal 21-30% nelle persone di origine africana e caucasica fino al 68-71% nelle popolazioni ispaniche e arabe. Gli uomini erano un po’ più colpiti delle donne. Gli autori avvertono che gli studi differivano molto per qualità, età e criteri diagnostici2.
Blefarite e acari Demodex compaiono tra i fattori di rischio oculari dell’occhio secco10. Per questo le due condizioni vanno spesso insieme, e chi ha una blefarite ha buone ragioni per leggere anche l’articolo sui sintomi dell’occhio secco.
Demodex: gli acari delle ciglia
I Demodex sono acari microscopici che vivono abitualmente nelle ghiandole sebacee della pelle; di solito convivono con noi senza dare problemi, ma in certe condizioni possono diventare dannosi. Una meta-analisi del 2025 ne stima la presenza in circa il 35% delle persone nel mondo, con valori più alti oltre i 60 anni (59%) e nei pazienti degli ambulatori oculistici (57%); sulle ciglia la frequenza era del 33%. Gli autori segnalano però grandi differenze tra gli studi e segni di distorsione nella pubblicazione dei risultati3.
Il legame con la blefarite è robusto. Una meta-analisi di studi caso-controllo su 4.741 persone, 2.098 con blefarite e 2.643 senza, ha trovato una probabilità di infestazione circa cinque volte più alta in chi aveva la blefarite (odds ratio 4,9)4. Studi di questo tipo mostrano un’associazione, non dicono da soli se siano gli acari a causare il disturbo.
Secondo una revisione del 2023, gli acari possono danneggiare il bordo in più modi: meccanicamente, trasportando batteri e scatenando reazioni di ipersensibilità e infiammazione. Il segno tipico sono le crosticine a manicotto che avvolgono la base delle ciglia. I fattori di rischio per la blefarite da Demodex sono l’età, la rosacea, una malattia della pelle del viso, e il diabete5.
Blefarite: i rimedi alla prova degli studi
La revisione Cochrane del 2012 sulla blefarite cronica ha riunito 34 studi con 2.169 persone: 1.661 con blefarite anteriore o mista e 508 con blefarite posteriore. Gli studi erano così diversi che solo di rado è stato possibile combinarli. I risultati principali1:
- l’igiene delle palpebre può dare sollievo dai sintomi, sia nella forma anteriore sia in quella posteriore;
- gli antibiotici locali hanno dato un certo sollievo nella forma anteriore e hanno ridotto i batteri sul bordo;
- per i cortisonici locali e gli antibiotici per bocca i risultati erano inconcludenti.
La conclusione degli autori è netta: nessun trattamento ha prove solide di risolvere la blefarite cronica, e molti prodotti commerciali vengono venduti senza prove sostanziali di efficacia. Gli autori chiedono che i nuovi trattamenti vengano confrontati con le misure tradizionali, come gli impacchi caldi e il lavaggio del bordo palpebrale1.
Lo studio
Impacchi caldi: conta la temperatura
Una revisione del 2023 ha selezionato 22 studi, tra 903 trovati, sugli asciugamani caldi applicati sulle palpebre. Gli asciugamani riducevano i sintomi, ma senza essere riscaldati si raffreddavano in fretta, scendendo sotto l’intervallo considerato utile, tra 40 e 47 °C. Gli asciugamani portati a circa 45 °C e riscaldati ogni due minuti erano i più efficaci nell’alzare la temperatura delle palpebre, quanto o più di diversi apparecchi in commercio. Gli studi non hanno riportato effetti indesiderati. Gli studi inclusi erano eterogenei, e gli autori chiedono di standardizzare il metodo6.
Gli antibiotici per bocca sono stati esaminati in una revisione Cochrane del 2021, che ha trovato solo due studi randomizzati con 220 persone, trattate con doxiciclina oppure con un placebo per uno o tre mesi. Le prove sull’effetto sui sintomi sono state giudicate di certezza molto bassa7.
L’olio dell’albero del tè, molto usato contro il Demodex, è stato valutato da un’altra revisione Cochrane, del 2020: sei studi randomizzati con 562 persone, tutti con un rischio di distorsioni non basso. L’effetto sulla riduzione degli acari dopo quattro-sei settimane è incerto, e tre studi non hanno trovato differenze nei sintomi rispetto ad altri trattamenti8.
Più promettenti i risultati di un collirio antiparassitario, il lotilaner, nello studio di fase 3 Saturn-2. In 21 centri statunitensi, 412 persone con blefarite da Demodex hanno ricevuto per sei settimane il collirio oppure lo stesso liquido senza principio attivo. Alla fine, le crosticine erano scomparse in 56 persone su 100 nel primo gruppo e in 12-13 su 100 nel secondo; gli acari erano stati eliminati nel 52% contro il 15%. Lo studio è durato sei settimane: non dice quanto durino i risultati nel tempo9.
Il punto di partenza resta la visita: è l’oculista a distinguere la forma anteriore da quella posteriore, a cercare il Demodex e a scegliere tra le opzioni. Le terapie per l’occhio secco che spesso accompagna la blefarite sono raccontate nell’articolo sui rimedi per l’occhio secco.
Quando parlarne con l’oculista
- Se il bordo delle palpebre resta arrossato o pieno di crosticine per settimane nonostante la pulizia.
- Se perdi ciglia o ne vedi crescere alcune storte, verso l’occhio5.
- Se hai la rosacea o il diabete e gli occhi bruciano spesso: sono fattori di rischio per la blefarite da Demodex5.
- Se compare un nodulo sulla palpebra che non passa: può essere un orzaiolo o un calazio, di cui parliamo nell’articolo su calazio e orzaiolo.
- Subito, il giorno stesso: dolore forte all’occhio, vista che cala, fastidio intenso alla luce, gonfiore della palpebra con febbre. Se è grave chiama il 112; trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.
Domande frequenti
La blefarite passa da sola?
Spesso è cronica e va e viene. La revisione Cochrane non ha trovato prove solide che un trattamento la risolva in modo duraturo; l’igiene delle palpebre può però dare sollievo dai sintomi1.
Che cosa sono le crosticine alla base delle ciglia?
Nella blefarite da Demodex compaiono crosticine a manicotto che avvolgono la base delle ciglia: secondo una revisione del 2023 sono il segno tipico di questa forma5. A riconoscerle e a distinguerle da altre cause è l’oculista.
Gli impacchi caldi servono contro la blefarite?
Una revisione di 22 studi ha trovato che gli asciugamani caldi riducono i sintomi, ma si raffreddano in fretta e perdono efficacia se non vengono riscaldati6. La Cochrane li indica tra le misure tradizionali con cui confrontare i nuovi trattamenti1.
L’olio dell’albero del tè funziona contro il Demodex?
Le prove sono incerte: in sei studi randomizzati con 562 persone non è chiaro quanto riduca gli acari, e i sintomi non sono migliorati più che con altri trattamenti8.
La blefarite raramente è grave, ma è ostinata. Gli studi indicano come punto di partenza misure semplici, come l’igiene e il calore sulle palpebre1,6, e invitano a diffidare delle promesse facili: per molti prodotti le prove di efficacia sono ancora poche1.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


