A volte il primo segnale è una piastrella del bagno. Le fughe che dovrebbero essere dritte sembrano ondeggiare, oppure una parola al centro della riga si sbiadisce mentre quelle accanto restano leggibili. Sono i due sintomi tipici della maculopatia legata all’età: linee distorte e un difetto proprio al centro del campo visivo5.
La macula è la piccola zona centrale della retina, il tessuto sensibile alla luce che riveste il fondo dell’occhio, e serve per leggere, guidare e riconoscere i volti4. La degenerazione maculare legata all’età, che gli oculisti abbreviano in DMLE o AMD, è la malattia che la colpisce con l’invecchiamento: nell’Unione europea, contando tutte le forme, riguarda circa 67 milioni di persone1.
In breve
- La maculopatia legata all’età danneggia la macula, la parte della retina che serve per la vista di dettaglio; nell’Unione europea ne ha una forma circa 67 milioni di persone1.
- Nella fase precoce di solito non dà sintomi; più avanti compaiono linee storte e una zona offuscata al centro della vista5.
- Le forme avanzate sono due: l’atrofia geografica, o forma secca avanzata, e la forma umida, in cui crescono vasi anomali sotto la retina3.
- L’età è il fattore di rischio principale; contano anche i geni e il fumo, associato a un rischio da due a tre volte più alto3,8.
- La diagnosi si fa con la visita e con esami come l’OCT; la griglia di Amsler, da sola, non basta a escludere la forma umida3,7.
In questo articolo
Che cos’è la maculopatia legata all’età
Con gli anni, tra la retina e i tessuti che la sostengono si possono accumulare depositi di materiale che gli oculisti chiamano drusen6. Sono il segno caratteristico della malattia. Nel tempo, l’accumulo di questi depositi e i cambiamenti che lo accompagnano possono portare alla perdita dei fotorecettori, le cellule che catturano la luce, e quindi della visione centrale3.
Gli oculisti distinguono tre fasi: precoce, intermedia e tardiva5. La fase tardiva, quella che riduce davvero la vista, ha due forme3:
- l’atrofia geografica, la forma secca avanzata: zone di retina che si assottigliano e smettono di funzionare, con contorni che nelle fotografie del fondo dell’occhio ricordano i confini di una carta geografica;
- la forma umida, o neovascolare: sotto la macula crescono vasi sanguigni nuovi e fragili, che lasciano trapelare liquido o sangue6.
La distinzione conta perché i trattamenti sono diversi. Per la forma umida esistono farmaci che si iniettano nell’occhio, oggi la terapia di prima scelta3: li raccontiamo nell’articolo sulle iniezioni per la maculopatia umida. Per la forma secca avanzata le possibilità sono molto più limitate5: ne parliamo nell’articolo sull’atrofia geografica.
Maculopatia: i sintomi da riconoscere
Nella fase precoce la maculopatia spesso non dà alcun sintomo: i depositi si vedono durante la visita oculistica, non nella vita di tutti i giorni5. Nelle fasi intermedia e tardiva, invece, i disturbi più frequenti sono due5:
- la visione distorta, che gli oculisti chiamano metamorfopsia: le linee dritte appaiono ondulate o spezzate, gli stipiti delle porte sembrano piegati, le lettere di una parola si deformano;
- una zona offuscata o scura al centro del campo visivo, proprio sul punto che si sta fissando.
Nella forma umida il liquido e il sangue che trapelano dai nuovi vasi deformano la macula, e la vista può calare rapidamente6. Accorgersene presto conta, perché per la forma umida esiste una terapia3.
Un’avvertenza: se il disturbo riguarda un occhio solo, l’altro può mascherarlo a lungo. Per questo i controlli della vista si fanno un occhio alla volta.
Quanto è diffusa in Europa
Una meta-analisi del 2020, che ha riunito 22 studi europei sulla frequenza della malattia e 4 sui nuovi casi, ha stimato che tra le persone sopra i 60 anni circa una su quattro (il 25,3%) abbia una forma precoce o intermedia, e il 2,4% una forma tardiva1. Ogni anno nell’Unione europea circa 400.000 persone sviluppano una forma tardiva; con l’invecchiamento della popolazione, secondo gli autori, diventeranno 700.000 l’anno entro il 20501.
Il peso dell’età si vede nei dati di 14 studi di popolazione condotti in 10 paesi europei su oltre 42.000 persone: la forma precoce riguarda il 3,5% delle persone tra i 55 e i 59 anni e il 17,6% di quelle dagli 85 anni in su; la forma tardiva passa dallo 0,1% al 9,8%2. Lo stesso lavoro ha registrato una buona notizia: dopo il 2006 le forme tardive sono diminuite, e gli autori indicano come spiegazioni più probabili stili di vita più sani e l’arrivo delle iniezioni per la forma umida2.
Chi rischia di più
L’età è il fattore più forte. Secondo una revisione pubblicata nel 2024, ogni anno si ammalano circa 3 persone su 10.000 tra i 55 e i 59 anni, e quasi 37 su 1.000 dai 90 anni in su3.
Contano anche i geni. L’ereditabilità della forma tardiva, cioè la quota delle differenze di rischio tra le persone che si spiega con l’eredità genetica, è stimata intorno al 71%, con un margine di incertezza molto ampio, dal 18 all’88%3.
Tra i fattori su cui si può agire c’è il fumo. Una revisione sistematica di 17 studi ha trovato in 13 di essi un’associazione significativa tra fumo e maculopatia, con un rischio da due a tre volte più alto in chi fuma rispetto a chi non ha mai fumato8. Le prove indicano anche che il rischio cresce con la quantità di sigarette e si riduce dopo aver smesso, e gli autori le ritengono sufficienti per parlare di un rapporto di causa8.
Una meta-analisi del 2025 su 18 studi ha confermato il ruolo del fumo e ha trovato associazioni anche con la pressione alta, le malattie cardiovascolari e il diabete, ma non con il peso corporeo e il colesterolo9. Sono associazioni: dicono chi si ammala più spesso, non che curare la pressione o il diabete riduca il rischio di maculopatia.
Come si arriva alla diagnosi
La maculopatia si diagnostica soprattutto con la visita: l’oculista osserva la macula attraverso la pupilla con la lampada a fessura e una lente speciale3. Per riconoscere la forma umida gli esami più utili sono l’angiografia, una serie di fotografie della retina dopo l’iniezione di un colorante in vena, e l’OCT (tomografia a coerenza ottica), una scansione che mostra la retina in sezione, strato per strato3.
A chi ha una forma secca viene spesso proposta anche la griglia di Amsler: un quadrato di linee orizzontali e verticali con un punto al centro, da guardare un occhio alla volta per accorgersi se le linee si piegano o se ne manca un pezzo7. Quanto ci si può fidare?
Lo studio
La griglia di Amsler alla prova degli studi
Una revisione sistematica del 2023 ha riunito 10 studi, per un totale di 1.890 occhi, e ha misurato quanto la griglia riconosca la forma umida7. Nel confronto con occhi sani, la griglia ha individuato 67 casi di forma umida su 100. Nel confronto con occhi con la forma secca ne ha individuati 71 su 100, ma ha segnalato per errore circa 37 occhi su 100 che avevano soltanto la forma secca. Per gli autori una sensibilità così è al di sotto di quella di solito richiesta per un controllo nel tempo, e le persone a rischio dovrebbero fare visite oculistiche regolari qualunque sia il risultato della griglia. Il limite: dieci studi sono pochi, e le stime hanno margini di incertezza ampi7.
La griglia, insomma, è uno strumento da concordare con l’oculista: può aiutare ad accorgersi di un cambiamento, ma un risultato normale non esclude la forma umida7.
Quando parlarne con l’oculista
- Se le linee dritte cominciano a sembrarti storte, o compare una macchia al centro di ciò che guardi, soprattutto se il cambiamento è recente: parlane presto con l’oculista, perché per la forma umida esiste una terapia3.
- Se hai già una diagnosi di maculopatia e noti un peggioramento in un occhio: contatta l’oculista che ti segue senza attendere il controllo programmato.
- Se hai più di 55 anni, fumi o hai familiari con maculopatia: sono informazioni utili da riferire alla prossima visita4,8.
- Subito, il giorno stesso: una perdita improvvisa della vista in un occhio, anche senza dolore. Chiama il 112 o vai in pronto soccorso; trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.
Domande frequenti
Con la maculopatia si diventa ciechi?
La maculopatia colpisce la visione centrale3: nelle forme avanzate può ridurla molto, fino a rendere difficili la lettura e la guida. In Europa, però, dopo il 2006 gli occhi con la forma umida e una vista compromessa sono diventati meno frequenti2. Ne parliamo nell’articolo Con la maculopatia si diventa ciechi?.
Che differenza c’è tra maculopatia secca e umida?
Nella forma secca la macula si danneggia per l’accumulo di depositi e, nelle fasi avanzate, per l’atrofia del tessuto; nella forma umida crescono vasi anomali che lasciano trapelare liquido o sangue3,6. La forma umida può far calare la vista rapidamente6, ma si tratta con le iniezioni nell’occhio; per la forma secca avanzata le possibilità sono ancora limitate5.
La maculopatia è ereditaria?
I geni contano molto: l’ereditabilità della forma tardiva è stimata intorno al 71%3. Accanto ai geni pesano l’età e il fumo3,8, e il rischio di una persona dipende dall’insieme di questi fattori.
La maculopatia legata all’età diventa più comune con gli anni, ma nelle fasi iniziali spesso resta silenziosa2,5. Conoscerne i segnali, le linee storte e la macchia al centro, serve a portarli presto all’oculista. E a chi si chiede se gli integratori servano rispondono gli studi AREDS e AREDS2.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


