Succede soprattutto davanti a un cielo sereno o a una parete bianca: un filamento grigio attraversa la vista, scivola via quando provi a fissarlo e ritorna appena lo sguardo si ferma. Sono le mosche volanti negli occhi, che gli oculisti chiamano miodesopsie, e quasi tutti prima o poi ci fanno l’abitudine.
In un sondaggio condotto attraverso un’app per smartphone su 603 persone, il 76% ha detto di vedere mosche volanti e un terzo ha riferito che disturbavano la vista in modo evidente2. Nella grande maggioranza dei casi sono innocue. C’è però un momento in cui meritano attenzione, e non è quando ci sono: è quando cambiano.
In breve
- Le mosche volanti sono ombre proiettate sulla retina da piccoli addensamenti che galleggiano nel vitreo, il gel trasparente che riempie l’occhio1.
- Con l’età la causa più frequente di mosche nuove è il distacco posteriore del vitreo, un cambiamento comune e di solito innocuo1,7.
- In una minoranza di casi il vitreo, staccandosi, strappa la retina: tra chi va dall’oculista per mosche volanti o lampi comparsi da poco, una rottura si trova in circa 14 persone su 1003.
- Mosche comparse all’improvviso o aumentate di colpo, lampi di luce, un’ombra o una tenda, una vista che cala: sono segnali da far valutare il giorno stesso5,7.
In questo articolo
Che cosa sono le mosche volanti negli occhi
Dietro il cristallino, l’occhio è riempito dal vitreo, un gel trasparente fatto in gran parte d’acqua e tenuto insieme da fibre di collagene e da acido ialuronico1. Da giovani è limpido e omogeneo. Con il passare degli anni tende a liquefarsi: il collagene si separa dall’acido ialuronico e le sue fibre si raggruppano in filamenti più spessi, che deviano la luce e proiettano un’ombra sulla retina, la membrana sensibile in fondo all’occhio1.
Quello che vedi, quindi, non è un oggetto davanti all’occhio ma l’ombra di qualcosa che galleggia dentro. Per questo le mosche volanti seguono i movimenti dello sguardo e sembrano sfuggire quando provi a guardarle direttamente6. Le forme sono le più diverse: puntini, vermicelli, anelli, ragnatele, di un colore che va dal trasparente al nero6.
Il vitreo che invecchia: il distacco posteriore
Con l’età, al gel che si liquefa si somma un’adesione più debole tra il vitreo e la retina. A un certo punto la parte posteriore del vitreo si stacca dalla retina: è il distacco posteriore del vitreo, la causa più frequente delle mosche volanti che compaiono per la prima volta1. Il servizio sanitario britannico (NHS) lo descrive come un processo innocuo, comune nelle persone più anziane7.
Quando avviene, può dare all’improvviso mosche nuove e lampi di luce in un occhio3. Nella maggior parte dei casi, con il tempo i lampi si diradano e le mosche diventano meno evidenti, anche perché ci si abitua a non notarle7.
Chi le vede di più
La miopia è il fattore più citato. Nell’occhio miope, come accade con l’età, le fibre di collagene del vitreo tendono ad aggregarsi1,6, e una revisione del 2025 sottolinea che sempre più giovani, soprattutto miopi, sono disturbati dalle mosche volanti, in parallelo con la diffusione della miopia6. Ne parliamo anche nell’articolo sulla miopia.
Il sondaggio dei 603 utenti di smartphone ha trovato qualcosa di simile: chi era miope aveva circa 3,5 volte più probabilità di riferire mosche volanti moderate o gravi rispetto a chi vedeva bene, e chi era ipermetrope 4,4 volte; età e sesso, in quel campione, non facevano differenza2. Ma era un campione di volontari, non una popolazione rappresentativa.
Per alcune persone non sono un fastidio da poco: le revisioni degli ultimi anni indicano che possono pesare sulla qualità della vita più di quanto si pensasse, e che possono ridurre la sensibilità al contrasto, cioè la capacità di distinguere sfumature di grigio vicine tra loro1,6.
Quando le mosche volanti sono un segnale da non trascurare
Il vitreo, staccandosi, a volte tira la retina abbastanza da strapparla. Attraverso la rottura può passare liquido, e la retina può sollevarsi: è il distacco di retina, che senza un trattamento può portare a una perdita permanente della vista3,7.
Una revisione sistematica del 2009 ha riunito 17 studi su persone con mosche volanti o lampi comparsi da poco, visitate da un oculista: una rottura della retina c’era in circa 14 su 1003. Il sintomo più legato alla rottura era la sensazione di vedere peggio. Anche chi alla prima visita aveva un distacco del vitreo senza complicazioni non era del tutto al riparo: circa 3 persone su 100 hanno avuto una rottura nelle sei settimane successive, e il rischio era più alto in chi notava almeno dieci mosche nuove o un calo della vista3.
Lo studio
Le mosche volanti dal medico di famiglia: uno studio olandese
Uno studio pubblicato nel 2026 ha ripercorso le cartelle cliniche di sette ambulatori di medicina generale nei Paesi Bassi tra il 2012 e il 2021, cercando gli adulti che si erano presentati con mosche volanti o lampi comparsi da poco: 1.181 persone. Il rischio assoluto di distacco di retina è stato del 6,1% con le sole mosche volanti, del 4,7% con i soli lampi e dell’8,4% con entrambi i sintomi. Le mosche comparse da non più di 14 giorni e soprattutto quelle numerose (dieci o più, oppure una nuvola, una foschia o una tenda) si associavano a un rischio più alto: chi aveva molte mosche e anche lampi aveva un rischio circa sei volte maggiore di chi aveva soltanto lampi. È uno studio retrospettivo, basato sulle cartelle, ma osserva le persone dove si presentano per prime, non solo negli ambulatori specialistici5.
Dagli studi emerge che non conta tanto avere mosche volanti, quanto il modo in cui compaiono: all’improvviso, in gran numero, insieme a lampi, a un’ombra o a una vista più sfocata3,5,7. Raccontiamo che cosa succede quando la retina si stacca nell’articolo sul distacco di retina.
Che cosa succede alla visita
Davanti a mosche volanti nuove l’esame chiave è l’osservazione del fondo dell’occhio, cioè della retina4. Due dettagli pesano molto: la presenza di sangue nel vitreo rende più probabile una rottura, mentre l’assenza di granuli di pigmento nel vitreo la rende meno probabile3.
Una rottura può sfuggire alla prima visita o comparire dopo. In uno studio del 2007 basato su una serie di casi, le rotture riguardavano l’8,2% degli occhi con distacco del vitreo sintomatico, e l’1,8% delle persone aveva una rottura non vista al primo esame4. Ma in 24 dei 29 casi di rottura tardiva c’erano già indizi alla prima visita (sangue nel vitreo o nella retina) oppure erano comparsi sintomi nuovi4. Per gli autori, la maggior parte delle persone con un primo esame normale potrebbe non avere bisogno di un controllo ravvicinato: a guidare la scelta sono quei segni e i sintomi che cambiano3,4.
Se le mosche restano e disturbano
Spesso le mosche volanti diventano meno evidenti con il tempo7; per una minoranza restano un fastidio che pesa sulla lettura e sull’umore1,6. Un laser e un’operazione chiamata vitrectomia hanno benefici e rischi molto diversi: li mettiamo a confronto in Mosche volanti: si possono eliminare?.
Quando parlarne con l’oculista
- Il giorno stesso: vai al pronto soccorso o chiama il 112 se vedi mosche volanti o lampi per la prima volta, se le mosche aumentano di colpo (una pioggia di puntini, una nuvola), se compare un’ombra o una tenda scura su una parte della vista, o se la vista si annebbia5,7. Possono essere i segni di una rottura o di un distacco della retina: trovi tutti i segnali urgenti nella pagina sulle urgenze.
- Con la stessa urgenza vanno valutate le mosche volanti comparse dopo un intervento o un trauma all’occhio, o insieme a dolore7.
- Se nelle settimane dopo una prima visita le mosche aumentano o la vista cambia, è un motivo per farsi rivedere subito: una piccola parte delle rotture si manifesta più tardi3,4.
- Mosche volanti presenti da tempo, stabili, che non cambiano la vista: se ti disturbano o ti preoccupano, parlane con l’oculista alla prossima visita7.
Domande frequenti
Le mosche volanti negli occhi sono pericolose?
Di solito no: nella maggior parte dei casi dipendono da cambiamenti del vitreo legati all’età o alla miopia1,7. Diventano un segnale da far valutare subito quando compaiono all’improvviso, aumentano di colpo o arrivano insieme a lampi, a un’ombra o a un calo della vista3,5.
Le mosche volanti possono sparire da sole?
Spesso diventano meno evidenti con il tempo, anche perché ci si abitua a non notarle, e i lampi tendono a diradarsi7. Non sempre scompaiono del tutto: per chi ne resta molto disturbato esistono trattamenti, con i loro rischi.
Ho le mosche volanti da anni: devo fare qualcosa?
Se sono sempre le stesse, non aumentano e la vista non è cambiata, il servizio sanitario britannico le considera di solito non preoccupanti7. Quello che conta è accorgersi se cambiano: mosche nuove, lampi o un’ombra sono un motivo per farsi visitare il giorno stesso5.
Le mosche volanti sono, quasi sempre, il segno di un occhio che invecchia come il resto del corpo. Il loro valore di segnale sta nel cambiamento: quando arrivano all’improvviso, con lampi o un’ombra, una visita in giornata permette di trovare una rottura prima che diventi un distacco3,7.
Fonti
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- Webb BF, Webb JR, Schroeder MC, North CS. Prevalence of vitreous floaters in a community sample of smartphone users. Int J Ophthalmol. 2013;6(3):402-5. doi:10.3980/j.issn.2222-3959.2013.03.27 · PubMed 23826541 · PMC
- Hollands H, Johnson D, Brox AC, Almeida D, Simel DL, Sharma S. Acute-onset floaters and flashes: is this patient at risk for retinal detachment?. JAMA. 2009;302(20):2243-9. doi:10.1001/jama.2009.1714 · PubMed 19934426
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- Albrecht M, Auffarth GU, Friedrich M, Kessler LJ, Khoramnia R. Vision degrading myodesopsia from vitreous floaters in the young: An important aspect of myopia. Surv Ophthalmol. 2025;70(2):265-282. doi:10.1016/j.survophthal.2024.10.001 · PubMed 39424075
- NHS. Floaters and flashes in the eyes. nhs.uk
I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


