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Miopia: che cos’è, come si vede e perché peggiora

In Europa è miope un adulto su tre, e tra i più giovani quasi uno su due. Che cosa succede nell’occhio, come si vede da miopi, perché la miopia cresce durante l’infanzia e quali rischi porta con sé negli anni.

A cura della redazioneAggiornato il 10 min di lettura10 studi e fonti citatiTesto generato con l'IA
Illustrazione Nell'occhio miope, più lungo del normale, la luce degli oggetti lontani va a fuoco davanti alla retina: da lontano si vede sfocato, da vicino nitido. Una lente divergente riporta il fuoco sulla retina.

Il numero dell’autobus che si legge solo quando è ormai alla fermata. Il viso di un amico dall’altra parte della strada che resta una macchia finché non si avvicina. E poi, appena lo sguardo torna sul telefono, tutto è di nuovo nitido. Se ti chiedi com’è la miopia, come si vede il mondo, la risposta è tutta qui.

Il consorzio europeo di epidemiologia oculare (E3), che ha riunito i dati di quasi 62.000 adulti in 15 studi di popolazione, ha stimato che in Europa sia miope circa il 30% degli adulti; nella fascia tra i 25 e i 29 anni la quota arriva al 47%1. La miopia si corregge con occhiali o lenti a contatto, ma non è solo una questione di lenti: un occhio molto miope è più lungo del normale, e negli anni questa lunghezza ha un peso.

In breve

  • Nella miopia le immagini degli oggetti lontani vanno a fuoco davanti alla retina: da lontano si vede sfocato, da vicino bene. Per convenzione si parla di miopia da −0,50 diottrie in giù e di miopia elevata da −6,002.
  • In Europa è miope circa il 30% degli adulti e quasi la metà dei 25-29enni1.
  • La miopia di solito nasce e cresce negli anni di scuola, perché l’occhio si allunga3; in uno studio su 469 bambini si è stabilizzata in media verso i 15-16 anni4.
  • Più anni di studio sono legati a più miopia, più tempo all’aperto a meno miopia6,8.
  • Anche una miopia lieve è associata a un rischio più alto di alcune complicanze, come il distacco di retina; il rischio cresce con le diottrie9.
In questo articolo
  1. Che cos’è la miopia
  2. Miopia, come si vede: nitido da vicino, sfocato da lontano
  3. Perché la miopia peggiora: l’occhio che si allunga
  4. Perché ci sono sempre più miopi
  5. Quali rischi porta la miopia negli anni
  6. Domande frequenti
  7. Fonti

Che cos’è la miopia

L’occhio funziona come una macchina fotografica. Davanti ci sono due lenti naturali, la cornea e il cristallino; in fondo c’è la retina, la membrana che trasforma la luce in segnali per il cervello. Per un’immagine nitida, la luce deve andare a fuoco proprio sulla retina.

Nell’occhio miope la messa a fuoco cade un po’ prima. Il motivo può essere un occhio più lungo del dovuto, e si parla allora di miopia assiale, oppure una cornea o un cristallino troppo «potenti», e si parla di miopia refrattiva2. In entrambi i casi sulla retina arriva un’immagine sfocata.

Nel 2019 l’International Myopia Institute ha proposto definizioni comuni per tutti gli studi: si parla di miopia da −0,50 diottrie in giù, di miopia elevata da −6,00 diottrie, e di miopia patologica quando compaiono danni strutturali nell’occhio2. Il segno meno indica la lente che serve a correggere il difetto; come si leggono questi numeri lo spieghiamo nell’articolo su diottrie e decimi.

Miopia, come si vede: nitido da vicino, sfocato da lontano

Un occhio miope ha un «punto lontano» oltre il quale le cose cominciano a perdere i contorni, e quel punto si avvicina man mano che le diottrie aumentano. Chi ha una diottria di miopia vede nitido fino a circa un metro; chi ne ha due, fino a circa mezzo metro; con quattro diottrie, oltre i 25 centimetri tutto è già sfocato. È semplice ottica: la diottria è l’inverso della distanza in metri.

Per questo una miopia lieve può passare inosservata per un po’, mentre quella più forte cambia la giornata: non riconoscere le persone per strada, non leggere i cartelli, faticare con la lavagna o con i sottotitoli. Strizzare gli occhi aiuta un poco, perché la fessura stretta tra le palpebre fa passare meno luce sfocata, ma non corregge nulla.

Perché la miopia peggiora: l’occhio che si allunga

Nei primi anni di vita un sistema di regolazione guida la crescita dell’occhio verso la messa a fuoco giusta, o verso una leggera ipermetropia. In molte popolazioni, però, nella seconda infanzia e fino all’età adulta compare la miopia: l’occhio continua ad allungarsi oltre il necessario3.

Lo studio

COMET: fino a quando cresce la miopia di un bambino?

Lo studio COMET (Correction of Myopia Evaluation Trial), una sperimentazione clinica, ha seguito fino a 11 anni 469 bambini di diverse origini, che all’inizio avevano tra i 6 e gli 11 anni e una miopia tra −1,25 e −4,50 diottrie. Analizzando le misure ripetute negli anni, i ricercatori hanno stimato che la miopia si stabilizzava in media a 15,6 anni, a un valore medio di −4,87 diottrie. Le differenze tra una persona e l’altra erano ampie, e chi aveva entrambi i genitori miopi arrivava alla stabilizzazione con circa una diottria in più di chi non ne aveva4.

Ecco perché le lenti dei bambini cambiano spesso: non è colpa degli occhiali, è l’occhio che cresce, come spieghiamo nel vero o falso sugli occhiali. E la stabilizzazione non è sempre un traguardo: secondo una revisione del 2025, anche la progressione in età adulta è rilevante5.

Perché ci sono sempre più miopi

In Europa la miopia è diventata più comune di generazione in generazione. Negli studi del consorzio E3 la prevalenza standardizzata per età è passata dal 17,8% delle persone nate tra il 1910 e il 1939 al 23,5% di quelle nate tra il 1940 e il 19796. Lo stesso lavoro ha trovato un legame netto con l’istruzione: era miope il 25,4% di chi si era fermato alla scuola primaria, il 29,1% di chi aveva finito la secondaria e il 36,6% dei laureati; l’istruzione, però, non bastava a spiegare da sola l’aumento6.

Nel mondo la tendenza è più marcata: una meta-analisi di 145 studi su 2,1 milioni di persone ha stimato che nel 2000 fosse miope il 22,9% della popolazione mondiale e ha proiettato al 2050 quasi metà dell’umanità, il 49,8%, con il 9,8% di miopi elevati7. Da dove viene questa stima, e che cosa dicono i dati europei, lo abbiamo raccontato nell’articolo sulla miopia nel 2050.

Sulle cause, una revisione dell’International Myopia Institute del 2021 distingue tra prove forti e deboli. Il legame tra istruzione e miopia è stato confermato con metodi genetici che aiutano a separare la causa dalla semplice associazione; l’effetto protettivo del tempo all’aperto, da studi randomizzati. Il legame con il lavoro da vicino è invece debole e incostante, pur con il sostegno di una meta-analisi, e quello con il tempo davanti agli schermi è, finora, debole e contraddittorio8. Che cosa significhi per i più piccoli lo approfondiamo nell’articolo sulla miopia nei bambini.

Quali rischi porta la miopia negli anni

La lunghezza dell’occhio non è solo una questione ottica. Una revisione con meta-analisi del 2020 ha confrontato le persone miopi con quelle non miopi e ha trovato rischi più alti per diverse complicanze, crescenti con il grado di miopia9.

ComplicanzaMiopia lieveMiopia moderataMiopia elevata
Distacco di retinacirca 3 voltecirca 9 voltecirca 13 volte
Cataratta sottocapsulare posteriorecirca 1,6 voltecirca 2,6 voltecirca 4,6 volte
Glaucoma ad angolo apertocirca 1,6 voltecirca 2,9 volte (stima unica)circa 2,9 volte (stima unica)

I valori della tabella sono rapporti di probabilità (odds ratio) rispetto a chi non è miope9. Vanno letti con attenzione: dicono di quanto sale il rischio, non quante persone si ammaleranno davvero. Il legame più forte riguarda la maculopatia miopica, un danno della parte centrale della retina che, come dice il nome, è legato alla miopia stessa: la stessa analisi ha trovato associazioni molto più forti di quelle della tabella, e crescenti con le diottrie9. Il rischio di perdere vista, infine, aumentava con la lunghezza dell’occhio, con il grado di miopia e con l’età, ed era particolarmente alto nelle persone con miopia elevata sopra i 60 anni9.

Il messaggio degli autori non riguarda solo i miopi elevati: anche la miopia lieve e moderata comporta rischi considerevoli9. La revisione del 2025 arriva alla stessa conclusione5.

Quando parlarne con l’oculista

  • Subito, il giorno stesso: lampi di luce, comparsa improvvisa di molte «mosche volanti» o un’ombra scura, come una tenda, che avanza nel campo visivo. Sono i segnali di un possibile distacco di retina, più frequente nelle persone miopi10. Rivolgiti al pronto soccorso o chiama il 112; trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.
  • Se la vista da lontano peggiora in fretta, in un bambino o in un adulto.
  • Se sei molto miope: parlane con l’oculista per stabilire ogni quanto controllare anche la retina.

Domande frequenti

La miopia si ferma da sola?

Di solito rallenta e si stabilizza nell’adolescenza: nello studio COMET in media verso i 15-16 anni, ma con grandi differenze tra una persona e l’altra4. In età adulta può ancora cambiare5.

Portare gli occhiali fa aumentare la miopia?

No. Gli studi sui bambini a cui la miopia veniva corretta meno del necessario non hanno trovato un rallentamento; una revisione del 2025 conclude che la sottocorrezione probabilmente non frena la miopia5.

Da quante diottrie si parla di miopia elevata?

Le definizioni internazionali fissano la soglia a −6,00 diottrie2. In Europa ha una miopia elevata circa il 2,7% degli adulti1.

La miopia è ereditaria?

In parte. Nello studio COMET i ragazzi con due genitori miopi si stabilizzavano con circa una diottria in più4. Ma l’aumento tra una generazione e l’altra indica che contano anche l’ambiente e le abitudini, dall’istruzione al tempo all’aperto6,8.

La miopia è il difetto di vista che pesa di più tra gli europei giovani1, e nella vita di tutti i giorni si corregge con una lente. Gli studi degli ultimi anni hanno aggiunto uno sguardo più lungo: le diottrie di oggi contano anche per la retina di domani, ed è per questo che la ricerca guarda sempre di più agli anni in cui l’occhio cresce.

Fonti

  1. Williams KM, Verhoeven VJ, Cumberland P, Bertelsen G, Wolfram C, Buitendijk GH, et al. Prevalence of refractive error in Europe: the European Eye Epidemiology (E(3)) Consortium. Eur J Epidemiol. 2015;30(4):305-15. doi:10.1007/s10654-015-0010-0 · PubMed 25784363 · PMC
  2. Flitcroft DI, He M, Jonas JB, Jong M, Naidoo K, Ohno-Matsui K, et al. IMI – Defining and Classifying Myopia: A Proposed Set of Standards for Clinical and Epidemiologic Studies. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2019;60(3):M20-M30. doi:10.1167/iovs.18-25957 · PubMed 30817826 · PMC
  3. Flitcroft DI. Emmetropisation and the aetiology of refractive errors. Eye (Lond). 2014;28(2):169-79. doi:10.1038/eye.2013.276 · PubMed 24406411 · PMC
  4. COMET Group. Myopia stabilization and associated factors among participants in the Correction of Myopia Evaluation Trial (COMET). Invest Ophthalmol Vis Sci. 2013;54(13):7871-84. doi:10.1167/iovs.13-12403 · PubMed 24159085 · PMC
  5. Brennan NA, Cheng X, Jong M, Bullimore MA. Commonly Held Beliefs About Myopia That Lack a Robust Evidence Base: 2025 Update. Eye Contact Lens. 2025;51(8):319-335. doi:10.1097/ICL.0000000000001191 · PubMed 40397787
  6. Williams KM, Bertelsen G, Cumberland P, Wolfram C, Verhoeven VJ, Anastasopoulos E, et al. Increasing Prevalence of Myopia in Europe and the Impact of Education. Ophthalmology. 2015;122(7):1489-97. doi:10.1016/j.ophtha.2015.03.018 · PubMed 25983215 · PMC
  7. Holden BA, Fricke TR, Wilson DA, Jong M, Naidoo KS, Sankaridurg P, et al. Global Prevalence of Myopia and High Myopia and Temporal Trends from 2000 through 2050. Ophthalmology. 2016;123(5):1036-42. doi:10.1016/j.ophtha.2016.01.006 · PubMed 26875007
  8. Morgan IG, Wu PC, Ostrin LA, Tideman JWL, Yam JC, Lan W, et al. IMI Risk Factors for Myopia. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2021;62(5):3. doi:10.1167/iovs.62.5.3 · PubMed 33909035 · PMC
  9. Haarman AEG, Enthoven CA, Tideman JWL, Tedja MS, Verhoeven VJM, Klaver CCW. The Complications of Myopia: A Review and Meta-Analysis. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2020;61(4):49. doi:10.1167/iovs.61.4.49 · PubMed 32347918 · PMC
  10. NHS. Detached retina (retinal detachment). nhs.uk

I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).

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