Un occhio azzurro e uno castano. Oppure due occhi verdi con un anello color nocciola attorno alla pupilla, o uno spicchio scuro su un’iride chiara, come una fetta di torta di un altro colore. Sono tutte forme di eterocromia, la parola con cui i medici indicano una differenza di colore tra le due iridi, o tra due parti della stessa iride.
Di per sé il colore dell’iride non cambia il modo in cui si vede. Per l’oculista, però, conta una domanda: da quando c’è? Un’eterocromia presente dalla nascita e una comparsa da adulti raccontano storie diverse.
In breve
- L’eterocromia è una differenza di colore tra i due occhi, o tra due zone della stessa iride; può essere una semplice variazione genetica1.
- Quando c’è dalla nascita, a volte fa parte di sindromi rare, come quella di Waardenburg, spesso associata a un calo dell’udito, o la sindrome di Horner congenita2,3,4.
- Nei bambini, un occhio più chiaro con la palpebra un po’ abbassata e la pupilla più piccola va fatto valutare: in una revisione di 152 casi di sindrome di Horner senza causa nota, 12 erano dovuti a un tumore dell’infanzia5.
- Da adulti un’iride può cambiare colore per un’infiammazione cronica, per alcuni colliri contro il glaucoma o, raramente, per un tumore dell’iride6,8,10.
- Un cambiamento di colore comparso da adulti in un solo occhio è un motivo per una visita oculistica in tempi brevi10.
In questo articolo
Che cos’è l’eterocromia
Il colore degli occhi dipende da quanto pigmento, la melanina, si trova nell’iride, ed è deciso dai geni: una rassegna del 2011 ne conta una quindicina e ricorda che una persona può esprimere due colori, uno per occhio1.
Si distinguono di solito tre forme:
- completa, quando un occhio ha un colore diverso dall’altro;
- settoriale, o parziale, quando solo una parte dell’iride, spesso uno spicchio, ha un colore diverso;
- centrale, quando la zona attorno alla pupilla ha un colore diverso dal resto, come un anello.
Ai medici serve anche capire quale occhio è cambiato: se è il più chiaro si parla di eterocromia ipocromica, se è il più scuro di eterocromia ipercromica, e le due direzioni fanno pensare a cause diverse2,10. Gli studi che abbiamo esaminato si occupano soprattutto delle forme con una causa precisa; per l’eterocromia isolata, presente da sempre in una persona sana, non abbiamo trovato stime affidabili di quanto sia frequente.
Eterocromia dalla nascita: un tratto o un indizio
Un’eterocromia presente fin dall’infanzia può essere una semplice variazione del colore, scritta nei geni1. A volte, però, fa parte di un quadro più ampio, e i medici cercano i segni che la accompagnano.
La sindrome di Waardenburg è una malattia genetica rara che unisce alterazioni del pigmento, come chiazze di pelle o ciocche di capelli senza colore e occhi di un azzurro molto intenso o di colore diverso tra loro, e un calo dell’udito dovuto all’orecchio interno o al nervo acustico; sono stati individuati sei geni coinvolti3. In uno studio su 81 persone di 21 famiglie con il tipo II della sindrome, il calo dell’udito era presente nel 77% e l’eterocromia nel 47%: erano i due segni più utili per riconoscerla4.
La sindrome di Horner congenita dipende da un’alterazione dei nervi del sistema simpatico. Si riconosce da una palpebra un po’ abbassata e da una pupilla più piccola dallo stesso lato5 e, quando è presente dalla nascita, da un’iride più chiara: Waardenburg e Horner congenita sono le due cause riconosciute di eterocromia ipocromica presente dalla nascita, perché in entrambe l’iride produce meno melanina2.
Lo studio
Sindrome di Horner nei bambini: quanto spesso nasconde un tumore?
Una revisione sistematica del 2019 ha riunito 8 studi su bambini e ragazzi fino a 20 anni con una sindrome di Horner di cui non si conosceva la causa, 152 pazienti in tutto. In 17 è stata scoperta una massa, e in 12 si trattava di un neuroblastoma, un tumore dell’infanzia. Gli studi erano retrospettivi, svolti in un solo centro e senza un gruppo di confronto; gli autori concludono comunque che nei bambini una sindrome di Horner senza causa nota merita accertamenti, con esami di immagine e delle urine5.
Come cambia l’iride nei primi anni di vita lo raccontiamo nell’articolo sul colore degli occhi dei neonati.
Eterocromia comparsa da adulti: le cause più studiate
Per un occhio che cambia colore dopo l’infanzia, gli studi indicano soprattutto tre strade.
Un’infiammazione che non si sente: la sindrome di Fuchs
La sindrome uveitica di Fuchs, o ciclite eterocromica, è un’infiammazione cronica e lieve della parte anteriore dell’occhio, di solito in un occhio solo7. Rappresenta il 2-3% di tutte le uveiti e compare più spesso tra i 20 e i 40 anni. Spesso non dà sintomi; a volte si notano mosche volanti o una vista un po’ appannata. L’eterocromia che le dà il nome varia molto da persona a persona6.
Le cause non sono chiare; sono stati chiamati in causa alcuni virus e la toxoplasmosi7. Con il tempo l’infiammazione può portare alla cataratta e al glaucoma6,7. L’attenzione va soprattutto alle complicazioni: l’intervento di cataratta dà in genere buoni risultati, mentre il glaucoma risponde spesso male alle terapie e va controllato con regolarità7. Nel lungo periodo, di solito, la vista si conserva bene6. Le uveiti in generale sono raccontate nell’articolo sull’uveite.
Colliri per il glaucoma che scuriscono l’iride
Gli analoghi delle prostaglandine sono colliri usati per abbassare la pressione dell’occhio nel glaucoma. In una parte delle persone aumentano il pigmento dell’iride, perché stimolano le cellule che producono melanina; capita più spesso a chi ha occhi nocciola o già di due colori8.
Lo studio
Cinque anni di controlli su quasi 6.000 persone
In uno studio randomizzato condotto in 14 paesi, 5.854 persone con glaucoma o pressione oculare alta sono state assegnate al latanoprost, un analogo delle prostaglandine, oppure alle cure abituali, e controllate ogni sei mesi per cinque anni. Tra chi aveva usato almeno una volta il latanoprost, l’87,6% non ha avuto un aumento del pigmento dell’iride: lo hanno avuto, quindi, circa 12 persone su 100, senza reazioni avverse gravi. Lo studio era in aperto: medici e pazienti sapevano quale trattamento veniva usato9.
Gli esami al microscopio dei tessuti non hanno trovato conseguenze dannose di questo effetto. L’unico svantaggio chiaro, secondo una rassegna, è la differenza di colore quando si tratta un occhio solo, perché il cambiamento è probabilmente permanente o regredisce molto lentamente8. Le terapie del glaucoma sono raccontate nell’articolo su colliri, laser e chirurgia.
Un tumore raro: il melanoma diffuso dell’iride
È raro, ma il primo segno può essere proprio un occhio che diventa più scuro. In una serie di 25 persone con un melanoma diffuso dell’iride, seguite in un centro specializzato, l’età media alla diagnosi era 49 anni. L’eterocromia era presente in tutte e 25, e in 13 il primo disturbo riferito era l’occhio diventato più scuro10. Il tumore faceva spesso salire la pressione dell’occhio: in 14 persone la prima diagnosi era stata di glaucoma, e in media passavano 30 mesi prima che si sospettasse il melanoma. In un controllo medio di 78 mesi, 3 persone hanno sviluppato metastasi al fegato10. È una serie retrospettiva di un solo centro: descrive la malattia, ma non dice quanto sia frequente.
Quando parlarne con l’oculista
- Un neonato o un bambino piccolo con un occhio più chiaro, soprattutto se da quel lato la palpebra è più bassa o la pupilla più piccola: va fatto vedere presto al pediatra o all’oculista5.
- Un bambino con occhi di colore diverso, o di un azzurro molto intenso, e dubbi sull’udito: il controllo dell’udito fa parte della valutazione3,4.
- Un occhio che cambia colore da adulti, anche senza dolore né disturbi della vista: parlane con l’oculista in tempi brevi, senza aspettare il controllo abituale6,10. Le foto di qualche anno prima aiutano a capire da quando c’è la differenza.
- Se usi un collirio per il glaucoma in un occhio solo e noti che l’iride si scurisce: è un effetto conosciuto, da riferire all’oculista, senza cambiare la terapia per conto tuo8.
Domande frequenti
L’eterocromia è pericolosa?
Di per sé no: è una differenza di colore, che può essere una semplice variazione genetica1. Conta il contesto. Se c’è dalla nascita insieme a una palpebra più bassa o a un calo dell’udito, può far parte di una sindrome2,4; se compare da adulti in un solo occhio, va fatta valutare6,10.
Il colore degli occhi può cambiare da adulti?
Può succedere. Tra le cause studiate di un cambiamento in un solo occhio ci sono un’infiammazione cronica come la sindrome di Fuchs6, i colliri analoghi delle prostaglandine per il glaucoma8 e, raramente, un melanoma dell’iride10.
L’eterocromia è ereditaria?
Il colore degli occhi dipende da numerosi geni1, e alcune forme di eterocromia fanno parte di malattie ereditarie come la sindrome di Waardenburg, di cui sono noti sei geni3.
Il colore cambiato dal collirio per il glaucoma torna come prima?
Secondo una rassegna, il cambiamento è probabilmente permanente o regredisce molto lentamente, e non sono state trovate conseguenze dannose per l’occhio8. Le scelte sulla terapia si fanno con l’oculista.
Per distinguere un tratto da un indizio bastano due domande: da quando c’è l’eterocromia, e che cosa la accompagna. Isolata e presente da sempre è in genere scritta nei geni1; con altri segni nei bambini, o comparsa da adulti in un occhio solo, merita una visita5,10.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


