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Uveite: che cos’è, i sintomi e il legame con le malattie autoimmuni

Un occhio rosso che fa male e non sopporta la luce non è sempre una congiuntivite. Che cos’è l’uveite, come si riconosce e perché porta spesso a scoprire una malattia reumatica.

A cura della redazioneAggiornato il 10 min di lettura10 studi e fonti citatiTesto generato con l'IA
Illustrazione L'uveite è un'infiammazione dell'uvea, lo strato intermedio dell'occhio formato da iride, corpo ciliare e coroide. Si classifica secondo la zona colpita, anteriore, intermedia o posteriore, e può dare occhio rosso e dolore.

Un occhio diventa rosso nel giro di una giornata, fa male, e la luce di una finestra basta a farlo lacrimare. Il primo pensiero, di solito, è una congiuntivite. A volte però l’infiammazione non riguarda la superficie dell’occhio ma il suo interno: si chiama uveite, e i suoi sintomi tipici sono proprio l’occhio rosso, il dolore, il fastidio alla luce, le «mosche volanti» e la vista annebbiata1.

Riguarda soprattutto gli adulti tra i 20 e i 50 anni e spesso non resta confinata all’occhio: in Europa e negli Stati Uniti, dal 37 al 49% dei casi è associato a una malattia di tutto l’organismo, come le spondiloartriti1.

In breve

  • L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, lo strato intermedio dell’occhio formato da iride, corpo ciliare e coroide; colpisce soprattutto tra i 20 e i 50 anni1.
  • Può dare occhio rosso, dolore, fastidio alla luce, mosche volanti e vista annebbiata; nei bambini, invece, spesso non dà sintomi1,8.
  • Si classifica in base a dove si trova l’infiammazione: anteriore, intermedia, posteriore o diffusa a tutto l’occhio3.
  • È più frequente in chi ha una spondilite anchilosante, un’artrite idiopatica giovanile o la sarcoidosi6,9.
  • Senza cure può portare a cataratta, glaucoma, edema della macula e perdita della vista; le terapie cercano di spegnere l’infiammazione usando il meno possibile il cortisone1.
In questo articolo
  1. Che cos’è l’uveite
  2. Anteriore, intermedia, posteriore: come si classifica
  3. Uveite: i sintomi da riconoscere
  4. Il legame con le malattie autoimmuni
  5. Come si cura: le strade indicate dagli studi
  6. Domande frequenti
  7. Fonti

Che cos’è l’uveite

L’uvea è lo strato intermedio della parete dell’occhio. Ne fanno parte l’iride, la parte colorata; il corpo ciliare, che produce il liquido interno dell’occhio; e la coroide, la rete di vasi che nutre la retina1.

Uveite è il nome di una famiglia di malattie. Le cause possono essere infettive, come la toxoplasmosi o l’herpes, oppure non infettive, legate al sistema immunitario; nei paesi ad alto reddito le uveiti infettive sono una minoranza, in quelli a reddito medio e basso arrivano a circa la metà dei casi. In Europa e negli Stati Uniti, dal 27 al 51% delle uveiti resta senza una causa riconoscibile1.

Quante persone ne soffrono è difficile da dire. Una revisione sistematica del 2021 ha riunito 49 studi: le stime andavano da 9 a 730 casi ogni 100.000 persone, a seconda del paese e del modo di contare, e l’incidenza media era di circa 50 nuovi casi ogni 100.000. Gli autori avvertono che molti studi sono poco rappresentativi2.

Anteriore, intermedia, posteriore: come si classifica

Nel 2005 un gruppo internazionale di specialisti, lo Standardization of Uveitis Nomenclature (SUN), ha stabilito che le uveiti vanno classificate prima di tutto in base a dove si trova l’infiammazione, e non in base alle complicanze; ha anche fissato scale comuni per misurare quanto è intensa, contando per esempio le cellule infiammatorie nella parte anteriore dell’occhio3.

FormaDove si trova l’infiammazioneQuota dei casi
AnterioreIride e corpo ciliaredal 41 al 60%
IntermediaParte periferica del corpo ciliare e della retinadal 9 al 15%
PosterioreCoroide e/o retinadal 17 al 23%
PanuveiteTutti gli strati dell’uveadal 7 al 32%

I dati della tabella vengono da una revisione del 20251. Nel 2021 il gruppo SUN ha pubblicato criteri di classificazione per 25 tipi di uveite, costruiti analizzando 5.766 casi con tecniche di apprendimento automatico: nella verifica assegnavano la diagnosi giusta tra il 93,3 e il 99,3% delle volte, a seconda della forma. Sono pensati soprattutto per la ricerca4.

Uveite: i sintomi da riconoscere

I sintomi elencati dalle revisioni sono cinque: occhio rosso, dolore, fastidio alla luce, mosche volanti e vista annebbiata1. Non compaiono sempre tutti insieme.

Quando l’occhio è rosso, conta ciò che lo accompagna. Una revisione sui casi visti in pronto soccorso lo riassume così: un occhio rosso senza fastidio alla luce, senza dolore e senza disturbi della vista è il più delle volte una congiuntivite; la presenza anche di uno solo di questi sintomi è un motivo per cercare una causa più seria10. Ne parliamo anche nell’articolo sull’occhio rosso.

La forma più conosciuta è l’uveite anteriore acuta legata all’HLA-B27, una caratteristica genetica. Una meta-analisi di 22 studi ha trovato che questa forma colpisce più spesso gli uomini, interessa di solito un occhio solo o un occhio alla volta, a episodi alterni, e può formare un deposito biancastro di cellule infiammatorie nella parte anteriore dell’occhio5.

Nei bambini il quadro è diverso. Una revisione del 2022 ricorda che le uveiti dell’età pediatrica, il 5–10% di tutte, sono spesso senza sintomi: possono diventare croniche e danneggiare l’occhio prima che qualcuno se ne accorga, con cataratta, glaucoma e occhio pigro tra le complicanze8.

Il legame con le malattie autoimmuni

Una meta-analisi pubblicata nel 2026, che ha riunito 106 studi, ha stimato quanto sono frequenti le uveiti non infettive in diversi gruppi di persone. Negli adulti in generale la diffusione era di circa 132 casi ogni 100.000 persone; in alcune malattie, però, i numeri cambiano di scala6:

  • nella spondilite anchilosante, la malattia infiammatoria della colonna vertebrale, circa 18 persone su 100;
  • nelle spondiloartriti indifferenziate, quelle che non rientrano in una forma precisa, circa 15 su 100;
  • nell’artrite idiopatica giovanile, la più comune artrite infantile, circa 13 su 100;
  • nell’artrite psoriasica, circa 3 su 100.

Anche la malattia di Behçet è tra le condizioni con più uveiti6. Nelle spondiloartriti l’uveite è la manifestazione più frequente fuori dalle articolazioni7.

L’occhio, a volte, arriva prima della diagnosi. Una meta-analisi di 14 studi su oltre 16.000 persone con spondiloartrite ha trovato che chi aveva avuto un’uveite aspettava in media 6,1 anni la diagnosi della malattia reumatica, contro 5,4 anni di chi non l’aveva avuta, e aveva spesso una malattia più attiva7.

Nella sarcoidosi, che forma piccoli noduli infiammatori in diversi organi, gli occhi sono coinvolti dal 20 al 50% dei casi. L’uveite può comparire anche quando la malattia non si è ancora mostrata altrove, e di solito risponde ai cortisonici9.

Come si cura: le strade indicate dagli studi

Le cure dipendono dalla forma e dalla causa, e l’obiettivo dichiarato è doppio: spegnere l’infiammazione e mantenerla spenta, usando il cortisone il meno possibile per limitarne gli effetti indesiderati1. Una revisione del 2025 le riassume così1:

  • le uveiti infettive richiedono farmaci contro il microrganismo responsabile, presi per tutto l’organismo;
  • le uveiti anteriori non infettive si trattano di solito con colliri cortisonici;
  • le forme intermedie lievi possono essere tenute sotto osservazione senza terapia iniziale;
  • le forme intermedie moderate o gravi, posteriori e diffuse hanno un rischio alto di complicanze per la vista e richiedono cortisonici per bocca, in vena o dentro l’occhio, e farmaci immunosoppressori.

Nelle uveiti posteriori, i farmaci immunosoppressori di prima scelta hanno spento o controllato l’infiammazione in una quota tra il 52 e il 71% dei pazienti, a seconda del farmaco. In chi non migliorava, un farmaco biologico anti-TNF, l’adalimumab, ha ridotto la quota di persone in cui la terapia falliva dal 78,5% con il placebo al 54,5%1. Quando c’è una malattia generale attiva, come una spondiloartrite, va seguita anche dallo specialista di quella malattia, per esempio il reumatologo1.

Una precisazione importante riguarda il cortisone in gocce: una revisione per i medici di pronto soccorso indica di usarlo per un occhio rosso solo quando la diagnosi è certa e dopo il parere dell’oculista10. Nelle uveiti infettive, infatti, la cura è diversa1.

Quando parlarne con l’oculista

  • Occhio rosso con dolore, fastidio alla luce o vista annebbiata: sono i segnali che distinguono le cause più serie da una congiuntivite1,10. Parlane presto con l’oculista, il giorno stesso se il dolore è forte o la vista cala.
  • Se hai una spondilite anchilosante, un’artrite psoriasica o un’altra spondiloartrite e compare un occhio rosso e dolente: in queste malattie l’uveite è frequente6,7.
  • Se un bambino ha un’artrite idiopatica giovanile: l’uveite può non dare alcun sintomo, e i controlli oculistici si concordano con chi lo segue8.
  • Se compaiono all’improvviso tante mosche volanti o la vista si annebbia1: le cause possibili sono diverse, come raccontiamo nell’articolo sulle mosche volanti.
  • Subito: un calo improvviso e marcato della vista. Chiama il 112 o vai in pronto soccorso; trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.

Domande frequenti

L’uveite è contagiosa?

Non come una congiuntivite: l’infiammazione è all’interno dell’occhio e, nella maggior parte dei casi europei, non è dovuta a un’infezione ma al sistema immunitario1. Quando la causa è un’infezione, come la toxoplasmosi o l’herpes, si cura con farmaci contro quel microrganismo1.

L’uveite può far perdere la vista?

Può succedere se non viene curata: le complicanze possibili sono cataratta, glaucoma, edema della macula, distacco di retina e danni al nervo ottico1. Nei bambini si aggiunge il rischio di occhio pigro8. Delle complicanze sulla pressione dell’occhio parliamo nell’articolo sul glaucoma.

Uveite e spondilite anchilosante: quanto spesso vanno insieme?

Secondo una meta-analisi del 2026, circa 18 persone su 100 con spondilite anchilosante hanno un’uveite6. Il legame è particolarmente forte per l’uveite anteriore acuta delle persone con HLA-B27, una caratteristica genetica5.

L’uveite torna?

Può tornare: per questo l’obiettivo delle cure non è solo spegnere l’infiammazione, ma mantenerla spenta nel tempo1. Le forme legate all’HLA-B27, per esempio, possono colpire un occhio alla volta, a episodi alterni5, e nei bambini l’infiammazione può riaccendersi anche durante le terapie8.

L’uveite è un’infiammazione dentro l’occhio, e in molti casi la spia di qualcosa che riguarda tutto l’organismo1,6. I suoi sintomi assomigliano a quelli di disturbi più banali, ma il dolore, il fastidio alla luce e la vista annebbiata fanno la differenza10. Riconoscerla presto conta due volte: per evitarne le complicanze e, a volte, per arrivare prima alla diagnosi di una malattia reumatica1,7.

Fonti

  1. Maghsoudlou P, Epps SJ, Guly CM, Dick AD. Uveitis in Adults: A Review. JAMA. 2025;334(5):419-434. doi:10.1001/jama.2025.4358 · PubMed 40434762
  2. García-Aparicio Á, García de Yébenes MJ, Otón T, Muñoz-Fernández S. Prevalence and Incidence of Uveitis: A Systematic Review and Meta-analysis. Ophthalmic Epidemiol. 2021;28(6):461-468. doi:10.1080/09286586.2021.1882506 · PubMed 33557663
  3. Jabs DA, Nussenblatt RB, Rosenbaum JT, Standardization of Uveitis Nomenclature (SUN) Working Group. Standardization of uveitis nomenclature for reporting clinical data. Results of the First International Workshop. Am J Ophthalmol. 2005;140(3):509-16. doi:10.1016/j.ajo.2005.03.057 · PubMed 16196117 · PMC
  4. Standardization of Uveitis Nomenclature (SUN) Working Group. Development of Classification Criteria for the Uveitides. Am J Ophthalmol. 2021;228:96-105. doi:10.1016/j.ajo.2021.03.061 · PubMed 33848532 · PMC
  5. D’Ambrosio EM, La Cava M, Tortorella P, Gharbiya M, Campanella M, Iannetti L. Clinical Features and Complications of the HLA-B27-associated Acute Anterior Uveitis: A Metanalysis. Semin Ophthalmol. 2017;32(6):689-701. doi:10.3109/08820538.2016.1170158 · PubMed 27404944
  6. Sriranganathan A, Stasso J, Miranda RN, Felfeli T. INCIDENCE AND PREVALENCE OF NONINFECTIOUS UVEITIS: A Systematic Review and Meta-Analysis. Retina. 2026;46(8):1325-1336. doi:10.1097/IAE.0000000000004812 · PubMed 41791034
  7. Lee SC, Yang CH, Tsai YC, Yu KH. The effect of uveitis and undiagnosed spondyloarthritis: a systematic review and meta-analysis. Sci Rep. 2023;13(1):14779. doi:10.1038/s41598-023-41971-z · PubMed 37679498 · PMC
  8. Maleki A, Anesi SD, Look-Why S, Manhapra A, Foster CS. Pediatric uveitis: A comprehensive review. Surv Ophthalmol. 2022;67(2):510-529. doi:10.1016/j.survophthal.2021.06.006 · PubMed 34181974
  9. Salah S, Abad S, Brézin AP, Monnet D. [Sarcoidosis]. J Fr Ophtalmol. 2019;42(3):303-321. doi:10.1016/j.jfo.2018.06.015 · PubMed 30850198
  10. Bertolini J, Pelucio M. The red eye. Emerg Med Clin North Am. 1995;13(3):561-79. PubMed 7635083

I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).

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