La semaglutide è un farmaco molto usato per il diabete di tipo 2 e per l’obesità, con benefici importanti anche per il cuore3. Appartiene alla classe degli agonisti del recettore del GLP-19.
Negli ultimi anni, accanto ai benefici, è emersa una domanda su semaglutide e vista: questo farmaco può aumentare il rischio di NAION, la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica? Il nome è lungo, ma l’idea è semplice: un apporto di sangue insufficiente alla parte anteriore del nervo ottico, che causa una perdita della vista improvvisa e spesso permanente1. La risposta degli studi, per ora, è un «forse», con un rischio assoluto basso. Ecco da dove nasce e che cosa significa.
In breve
- Alcuni studi osservazionali hanno trovato più casi di NAION, un danno improvviso del nervo ottico, nelle persone che usano la semaglutide; altri no2,7.
- In una meta-analisi del 2026, tra le persone con diabete la NAION compariva in circa 27 persone su 100.000 all’anno con la semaglutide e in circa 19 senza1.
- Negli studi randomizzati i casi sono pochissimi e un aumento del rischio non è stato dimostrato in modo solido1,3,5.
- Chi riceve questi farmaci ha spesso più fattori di rischio per la NAION, e questo può spiegare parte dell’associazione7.
- Nel giugno 2025 l’Agenzia europea per i medicinali ha concluso che la NAION è un effetto indesiderato molto raro della semaglutide, che può riguardare fino a 1 persona su 10.00011.
In questo articolo
Che cos’è la NAION
La NAION è una forma di neuropatia ottica ischemica, cioè un danno al nervo ottico dovuto a un apporto di sangue insufficiente. «Non arteritica» la distingue dalla forma causata dall’arterite a cellule giganti, un’infiammazione delle arterie che è un’emergenza oculistica10. La NAION è associata a una testa del nervo ottico piccola e «affollata», cioè con poco spazio per le fibre nervose2.
Gli studi sul decorso naturale danno un quadro meno cupo di quanto si possa pensare. In una serie di studi prospettici su 386 occhi con NAION, tra quelli visitati entro due settimane e con una vista di circa 3/10 o meno, la nitidezza è migliorata da sola nel 41% dei casi; il campo visivo è migliorato nel 26% di quelli con un difetto moderato o grave10.
Semaglutide e vista: da dove nasce il sospetto
Il primo segnale è arrivato da uno studio su pazienti di un centro di neuro-oftalmologia, confrontati a coppie: con la semaglutide i tassi di NAION erano 4,28 volte più alti nelle persone con diabete di tipo 2 e 7,64 volte in quelle con obesità, e i casi comparivano entro 14 mesi dall’inizio della terapia2. Una revisione del 2025 sottolinea però un limite: in quel centro arrivavano soprattutto persone già a rischio, tanto che anche chi non usava la semaglutide aveva tassi di NAION di gran lunga più alti della popolazione generale2.
Sono seguiti studi sui grandi archivi sanitari, ciascuno con più di 100.000 persone: due hanno trovato tassi di NAION da due a tre volte più alti con la semaglutide, uno una tendenza solo nelle persone con diabete, uno nessuna differenza significativa2. Una revisione del 2026 su nove grandi studi retrospettivi, con oltre 3 milioni di persone, descrive risultati nettamente divisi: quattro hanno trovato un aumento significativo, quattro nessuna associazione e uno suggeriva perfino un effetto protettivo7.
Che cosa dicono le meta-analisi
Le revisioni sistematiche non arrivano tutte alla stessa conclusione, soprattutto perché mettono insieme studi di tipo diverso.
| Revisione | Studi inclusi | Risultato sulla NAION |
|---|---|---|
| 2025, studi randomizzati sulla semaglutide3 | 78 studi, 73.640 persone | associazione, con dati insufficienti per conclusioni certe |
| 2026, semaglutide, analisi separate1 | 8 randomizzati e 8 osservazionali | segnale solo negli osservazionali sul diabete |
| 2026, studi osservazionali sulla semaglutide4 | 8 studi, quasi 5,9 milioni di persone | rischio relativo 1,93, non significativo nell’obesità |
| 2026, studi randomizzati sull’intera classe5 | 20 studi, 83.288 persone | nessun aumento significativo |
| 2026, studi osservazionali sull’intera classe6 | 28 studi | nessun aumento rispetto ad altri antidiabetici |
Nella revisione del 2025 la semaglutide non cambiava il rischio di disturbi degli occhi in generale né di retinopatia diabetica, ma era associata a una probabilità di NAION circa quattro volte più alta, con un margine di incertezza molto ampio: i casi erano così pochi che, per gli autori, i dati non bastano per conclusioni certe3.
Lo studio
Il rischio in numeri assoluti
Una meta-analisi pubblicata nel 2026 ha riunito 8 studi randomizzati con 31.174 persone e 8 studi osservazionali con oltre 1,6 milioni di persone, separando i risultati per tipo di studio e per motivo della terapia. Negli studi osservazionali sul diabete, la NAION compariva in 26,7 persone ogni 100.000 seguite per un anno con la semaglutide e in 18,9 senza: un rischio relativo di 1,85, ma una differenza assoluta di circa 8 casi ogni 100.000 persone l’anno. Negli studi randomizzati sul diabete i casi di neuropatia ottica ischemica erano 5 con la semaglutide e 1 senza, una differenza non significativa. Per la perdita di peso, né gli studi osservazionali né quelli randomizzati hanno mostrato un aumento significativo. Per gli autori il tasso assoluto è basso, e il segnale riguarda solo i dati osservazionali sulle persone con diabete, senza conferma negli studi randomizzati1.
Sull’intera classe di farmaci il quadro si attenua5,6. Nella meta-analisi dei 20 studi randomizzati le persone erano seguite in media per circa tre anni, ma i disturbi della vista erano registrati come effetti indesiderati, non come obiettivi stabiliti in anticipo5.
Perché è difficile capire se è il farmaco
Le persone che ricevono la semaglutide hanno spesso un diabete più grave, obesità e malattie cardiovascolari: tutte condizioni che, da sole, aumentano il rischio di NAION7. Si chiama confondimento da indicazione. Secondo la revisione del 2026, gli studi che confrontavano la semaglutide con persone non trattate o molto diverse trovavano un rischio più alto, mentre quelli che la confrontavano con altri farmaci, in persone con un profilo metabolico simile, in genere non trovavano associazioni7. Tutti gli studi erano di qualità moderata7.
Ci sono anche ipotesi biologiche. Una revisione del 2025 ricorda che riduzioni rapide e prolungate della glicemia sono state associate in passato a un peggioramento precoce della retinopatia e alla NAION, e ipotizza cambiamenti nella circolazione del nervo ottico2. Un’altra propone di studiare se la forma del nervo ottico, le variazioni della pressione, il calo di peso o il miglioramento della glicemia aiutino a riconoscere chi è più a rischio9. Sono domande aperte: con studi retrospettivi, la relazione di causa non si può dimostrare2.
Che cosa hanno deciso i regolatori
Nel giugno 2025 il comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea per i medicinali ha concluso la sua valutazione: la NAION è un effetto indesiderato molto raro della semaglutide, che può riguardare fino a 1 persona su 10.000. Secondo l’agenzia, i grandi studi epidemiologici negli adulti con diabete di tipo 2 indicano un rischio circa doppio, pari a circa un caso in più ogni 10.000 anni di terapia; il foglio illustrativo è stato aggiornato e chi nota un calo improvviso della vista o una vista che peggiora rapidamente durante la terapia deve rivolgersi subito al medico11. Una revisione del 2026 racconta come le segnalazioni di farmacovigilanza abbiano portato a questa decisione8. La stessa revisione suggerisce una prescrizione personalizzata, una valutazione oculistica iniziale e un monitoraggio condiviso tra specialisti, in attesa degli studi prospettici in corso8.
Che cosa significa per chi usa questi farmaci
Anche nelle stime più alte il rischio assoluto resta basso1,7,9, e va messo accanto ai benefici ben documentati di questi farmaci, anche per il cuore e i reni7,9. Le decisioni sulla terapia si prendono con il medico che la segue, che conosce la storia e i fattori di rischio di ciascuno.
Quando parlarne con l’oculista
- Subito, in pronto soccorso o chiamando il 112, se la vista di un occhio cala o si perde all’improvviso: la NAION e le altre cause di perdita improvvisa della vista vanno riconosciute in fretta1,10. Le indicazioni sono in Perdita improvvisa della vista da un occhio.
- Se usi un farmaco di questa classe e hai domande sulla vista, parlane con il medico che segue la terapia: è lui a poter valutare benefici e rischi nel tuo caso7,9.
- Se hai già una malattia degli occhi, riferiscilo a chi ti segue: una revisione propone un controllo oculistico iniziale8. Del diabete e della retina parliamo in Diabete e occhi.
Domande frequenti
La semaglutide può far perdere la vista?
Alcuni studi osservazionali hanno trovato più casi di NAION, un danno improvviso del nervo ottico, in chi usa la semaglutide, altri no; una relazione di causa non è dimostrata2,7. Anche nelle stime più alte il rischio assoluto resta basso1.
Quanto è frequente la NAION con la semaglutide?
In una meta-analisi del 2026 sulle persone con diabete, circa 27 casi ogni 100.000 persone all’anno tra chi usava la semaglutide e circa 19 tra chi non la usava1. Per l’Agenzia europea per i medicinali è un effetto indesiderato molto raro, fino a 1 persona su 10.00011.
Il rischio riguarda anche gli altri farmaci della stessa classe?
I dati sono meno chiari. Alcuni studi retrospettivi sull’intera classe riportano rischi più alti9, ma una meta-analisi di studi randomizzati e una di studi osservazionali non hanno trovato aumenti significativi5,6.
Chi usa la semaglutide deve preoccuparsi per la vista?
Le revisioni sottolineano che il rischio assoluto è basso e che i benefici del farmaco sono ben documentati7,9. Dubbi e domande si portano al medico che segue la terapia; una perdita improvvisa della vista, invece, è sempre un motivo per farsi visitare subito1.
La storia della semaglutide e della NAION mostra come funziona la sorveglianza sui farmaci: un segnale, le verifiche su milioni di persone, risultati discordanti, una valutazione dei regolatori2,7,8. L’ultima parola spetta a studi prospettici con visite oculistiche standardizzate7. Nel frattempo, il riferimento per ogni domanda resta il medico che segue la terapia.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


