Di solito succede senza preavviso. Stai leggendo e da un occhio non vedi più, oppure vedi come attraverso un velo scuro. Niente dolore, niente rossore. A volte dura pochi minuti e poi tutto torna come prima, e la tentazione è di dimenticarsene.
È proprio in questi casi che gli specialisti chiedono di comportarsi come davanti a un ictus. Una perdita improvvisa e indolore della vista da un occhio può essere il segno che un’arteria della retina si è chiusa, un evento che le revisioni più recenti considerano l’equivalente di un ictus cerebrale1. Lo stesso vale per una vista offuscata da un occhio che compare di colpo e non ha una spiegazione evidente.
In breve
- Una perdita improvvisa e indolore della vista da un occhio può dipendere dall’occlusione di un’arteria della retina, considerata l’equivalente di un ictus1.
- È un’emergenza anche per il cervello: in una meta-analisi, 30 persone su 100 con occlusione dell’arteria centrale della retina avevano un’ischemia cerebrale recente visibile alla risonanza3.
- Anche quando la vista torna dopo pochi minuti (amaurosi fugace) serve una valutazione urgente, perché il rischio di ictus è massimo nei primi giorni4,6.
- Sopra i 50 anni va considerata l’arterite a cellule giganti, un’infiammazione delle arterie che porta a perdere la vista circa 18 persone su 100 tra quelle colpite7.
- Le indicazioni sono le stesse dell’ictus: si chiama il 1121,10.
In questo articolo
L’ictus dell’occhio: l’occlusione dell’arteria centrale della retina
La retina riceve sangue soprattutto da un piccolo vaso, l’arteria centrale della retina, che entra nell’occhio insieme al nervo ottico. Quando si chiude, la vista cala in modo improvviso, da un occhio solo e di solito senza dolore1. Per questo l’American Heart Association, in un documento scientifico del 2021, la definisce un’emergenza medica e chiede che i sistemi di soccorso la riconoscano e la indirizzino subito alle cure d’urgenza2.
La diagnosi si fa osservando il fondo dell’occhio, con l’aiuto di fotografie della retina e dell’OCT, un esame che ne mostra gli strati1. Che cosa si può fare, poi, è ancora oggetto di ricerca. Non esiste una terapia accettata da tutti, e i trattamenti tradizionali, come il massaggio dell’occhio o il prelievo di un po’ di liquido dall’occhio (paracentesi), non hanno mostrato benefici e non dovrebbero essere usati1.
Le speranze riguardano la trombolisi, i farmaci che sciolgono i coaguli usati nell’ictus cerebrale: le revisioni recenti suggeriscono un possibile effetto se somministrati in vena entro 4 ore e mezza dalla perdita della vista, o per via arteriosa entro 6 ore, e sono in corso studi randomizzati per avere una risposta chiara1,2.
Lo studio
Trombolisi: che cosa dicono i dati di 783 pazienti
Una meta-analisi pubblicata nel 2025 ha raccolto i dati dei singoli pazienti da 35 studi: 783 persone con una grave perdita della vista per un’occlusione dell’arteria centrale della retina, trattate entro 24 ore. L’esito principale era uscire dalla perdita grave della vista. Ci è riuscito il 28,8% di chi aveva ricevuto la trombolisi in vena entro 4 ore e mezza, contro l’11,1% di chi aveva avuto solo le terapie tradizionali; con la trombolisi per via arteriosa entro 6 ore, il 27,2% contro il 12,0%. Ogni ora guadagnata si associava a un miglioramento maggiore. Gli autori avvertono che i risultati vanno confermati da studi randomizzati abbastanza grandi: secondo i loro calcoli servirebbero 95 persone per gruppo5.
Per chi legge il punto non è la terapia, che spetta ai medici, ma il tempo: finestre di poche ore si perdono facilmente aspettando che la vista torni da sola.
Perché si va in un centro per l’ictus
Un’arteria della retina che si chiude non è solo un problema dell’occhio. Una meta-analisi del 2020 ha riunito gli studi in cui le persone con un’occlusione arteriosa della retina avevano fatto una risonanza magnetica del cervello entro 7 giorni: un’ischemia cerebrale recente c’era nel 30% di chi aveva un’occlusione dell’arteria centrale e nel 25% di chi aveva un’occlusione di un ramo3. In molti casi non dava alcun sintomo neurologico: le ischemie silenziose riguardavano il 22% delle persone con occlusione dell’arteria centrale3.
Una revisione del 2018 sottolinea che il rischio di ictus è massimo nei primi giorni dopo la perdita della vista. Per questo le linee guida raccomandano una risonanza del cervello e un esame dei vasi in urgenza, e chiedono agli specialisti degli occhi di inviare queste persone subito a un centro per l’ictus, senza perdere tempo con altri esami4. Anche i fattori di rischio vascolare vanno cercati e trattati in fretta2. E per chi ha il sintomo, la cosa più utile è chiamare i soccorsi, in modo da essere portati direttamente in un ospedale con un centro per l’ictus1.
Quando la vista torna: l’amaurosi fugace
Se la vista si oscura da un occhio e poi torna nel giro di minuti, si parla di perdita transitoria della vista monoculare, o amaurosi fugace. Ha molte cause, ma il più delle volte dipende da una mancanza di sangue alla retina, temporanea: può annunciare una perdita permanente della vista o un ictus, e per questo va valutata in urgenza6. Nella meta-analisi del 2020, quasi 12 persone su 100 con questo disturbo avevano già un’ischemia cerebrale recente alla risonanza3.
Anche il servizio sanitario britannico (NHS), tra i sintomi dell’ictus, elenca la vista offuscata o persa in uno o in entrambi gli occhi, e ricorda che i sintomi possono passare in fretta: a chi li ha avuti nelle ultime 24 ore indica comunque di chiedere aiuto subito10. Nelle persone più giovani l’amaurosi fugace è spesso benigna, ma la valutazione va comunque adattata a ogni caso6. Delle altre cause di una vista annebbiata, più o meno urgenti, parliamo in Vista offuscata improvvisa.
Sopra i 50 anni: l’arterite a cellule giganti
Nelle persone più anziane c’è una causa da non dimenticare: l’arterite a cellule giganti, un’infiammazione delle grandi arterie, la più comune vasculite dopo i 50 anni7. Una revisione del 2026 riporta che porta a una perdita della vista in circa il 18% dei casi, e che questa perdita si può evitare se la malattia viene riconosciuta, studiata e trattata presto7. La terapia con cortisonici è efficace, anche se quasi metà delle persone ha una ricaduta7.
I segni tipici sono il mal di testa e i disturbi della vista, fino alla sua perdita; negli esami del sangue gli indici dell’infiammazione sono alti in oltre 9 persone su 108. La diagnosi si conferma con una biopsia dell’arteria della tempia, mentre l’ecografia e la risonanza dei vasi aiutano a sostenerla8. Per questo, davanti a un calo improvviso della vista in una persona anziana, i medici cercano anche questa malattia6.
Le altre cause da riconoscere subito
Una revisione del 2026 che propone ai medici un percorso in cinque passaggi ricorda che vanno riconosciuti immediatamente anche l’attacco acuto di glaucoma, il distacco di retina e la neurite ottica, oltre all’occlusione dell’arteria della retina e all’arterite a cellule giganti9. Le prime due domande di quel percorso sono semplici: quale occhio è colpito, e se c’è dolore9. Abbiamo raccontato i sintomi del distacco di retina e la differenza tra glaucoma ad angolo aperto e ad angolo chiuso in articoli dedicati.
Quando parlarne con l’oculista
- Chiama il 112 se perdi la vista da un occhio all’improvviso, o se si offusca di colpo, anche senza dolore e anche se dopo pochi minuti torna normale: le indicazioni sono le stesse dell’ictus1,6.
- Chiama subito il 112 se il disturbo della vista si accompagna a viso storto, debolezza o formicolio a un braccio o a un lato del corpo, difficoltà a parlare, anche se i sintomi sono passati10.
- Se hai più di 50 anni e alla vista che si annebbia o si oscura si aggiunge un mal di testa nuovo, riferiscilo subito a chi ti visita: è uno dei segni dell’arterite a cellule giganti8.
- Non metterti alla guida per raggiungere l’ospedale. Le altre indicazioni pratiche sono nella pagina sulle urgenze.
Domande frequenti
Che cos’è l’ictus dell’occhio?
È il nome con cui si indica l’occlusione di un’arteria della retina: la vista cala all’improvviso, da un occhio e di solito senza dolore. Le revisioni la considerano l’equivalente di un ictus cerebrale e chiedono di trattarla come tale1,2.
Se la vista torna dopo pochi minuti bisogna andare al pronto soccorso?
Sì. Una perdita transitoria della vista da un occhio può annunciare una perdita permanente o un ictus, e il rischio di ictus è massimo nei primi giorni4,6. Il servizio sanitario britannico chiede di chiamare i soccorsi anche quando i sintomi sono passati10.
La vista persa per un’occlusione dell’arteria della retina si recupera?
A volte, in parte. Senza trombolisi, nella meta-analisi del 2025 circa 11 persone su 100 uscivano dalla perdita grave della vista; con la trombolisi in vena entro 4 ore e mezza, circa 29 su 1005. Sono risultati da confermare con studi randomizzati, e una terapia accettata da tutti ancora non c’è1,5.
Una perdita improvvisa della vista da un occhio è uno dei pochi casi in cui un disturbo degli occhi si affronta con il numero dell’ictus. Gli studi degli ultimi anni lo ripetono da più lati: il cervello può essere coinvolto anche quando non dà segni3, il rischio è concentrato nei primi giorni4, e le terapie in studio sembrano dare risultati migliori quanto prima si arriva5.
Fonti
- Bénard-Séguin É, Mac Grory B, Newman NJ, Biousse V. Acute retinal artery occlusions. Handb Clin Neurol. 2026;218:249-269. doi:10.1016/B978-0-443-22212-2.00003-3 · PubMed 42217977
- Mac Grory B, Schrag M, Biousse V, Furie KL, Gerhard-Herman M, Lavin PJ, et al. Management of Central Retinal Artery Occlusion: A Scientific Statement From the American Heart Association. Stroke. 2021;52(6):e282-e294. doi:10.1161/STR.0000000000000366 · PubMed 33677974
- Fallico M, Lotery AJ, Longo A, Avitabile T, Bonfiglio V, Russo A, et al. Risk of acute stroke in patients with retinal artery occlusion: a systematic review and meta-analysis. Eye (Lond). 2020;34(4):683-689. doi:10.1038/s41433-019-0576-y · PubMed 31527762 · PMC
- Biousse V, Nahab F, Newman NJ. Management of Acute Retinal Ischemia: Follow the Guidelines!. Ophthalmology. 2018;125(10):1597-1607. doi:10.1016/j.ophtha.2018.03.054 · PubMed 29716787
- Xie JS, Zaslavsky K, Chaban YV, Lusterio A, Kaur H, Motekalem Y, et al. Early Thrombolysis and Outcomes in Central Retinal Artery Occlusion: An Individual Participant Data Meta-Analysis. Stroke. 2025;56(11):3175-3186. doi:10.1161/STROKEAHA.124.049955 · PubMed 40832714
- Biousse V, Trobe JD. Transient monocular visual loss. Am J Ophthalmol. 2005;140(4):717-21. doi:10.1016/j.ajo.2005.04.020 · PubMed 16140247
- Kermani TA. Giant Cell Arteritis. Ann Intern Med. 2026;179(5):ITC65-ITC80. doi:10.7326/ANNALS-26-00531 · PubMed 42114096
- Buttgereit F, Dejaco C, Matteson EL, Dasgupta B. Polymyalgia Rheumatica and Giant Cell Arteritis: A Systematic Review. JAMA. 2016;315(22):2442-58. doi:10.1001/jama.2016.5444 · PubMed 27299619
- Maher C, Guo B, Yek J. A Five-Step Approach to Acute Vision Loss: A Practical Narrative Review for Clinicians. Clin Ophthalmol. 2026;20:590753. doi:10.2147/OPTH.S590753 · PubMed 41782901 · PMC
- NHS. Stroke: symptoms. nhs.uk
I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


