«Da quando porto gli occhiali vedo peggio di prima.» «Se li metti, l’occhio si abitua e non li togli più.» Sono frasi che si sentono spesso, in famiglia e dal parrucchiere, e che possono spingere a rimandare il primo paio di occhiali o a tenere quelli vecchi il più a lungo possibile. L’idea di fondo è che gli occhiali peggiorano la vista: che l’occhio, aiutato dalla lente, smetta di «sforzarsi» e si impigrisca.
Falso, secondo gli studi. Con una precisazione: la vista di chi porta gli occhiali può davvero cambiare negli anni, ma per ragioni che con gli occhiali non hanno niente a che fare.
In breve
- Nei bambini la miopia cresce negli anni di scuola perché l’occhio si allunga: in uno studio su 469 bambini si è stabilizzata in media verso i 15-16 anni1.
- Correggere la miopia meno del necessario non la rallenta: nelle revisioni degli studi la progressione era simile o un po’ più rapida5,7.
- La presbiopia avanza con l’età perché il cristallino perde elasticità, un processo che gli occhiali da lettura non modificano2.
- Le indicazioni cliniche attuali, sulla base delle prove disponibili, vanno verso la correzione completa della miopia7.
In questo articolo
Da dove nasce l’impressione
Il primo motivo è una coincidenza di tempi. I bambini ricevono di solito il primo paio di occhiali proprio quando la miopia comincia a crescere, e la miopia continua a crescere per anni. Nello studio COMET, che ha seguito 469 bambini miopi dall’età scolare fino a 11 anni, la miopia si è stabilizzata in media a 15,6 anni, intorno a −4,9 diottrie1. Per un bambino che comincia con −1,5 a otto anni, quindi, è normale che le lenti cambino più volte: non per colpa degli occhiali, ma perché l’occhio sta crescendo.
Il secondo motivo riguarda gli adulti. Dai 40 anni in poi la capacità di mettere a fuoco da vicino, l’accomodazione, non basta più per leggere, e continua a calare2. Chi in quegli anni comincia a usare gli occhiali da lettura vede le lenti diventare più forti, ed è facile attribuire il peggioramento agli occhiali.
C’è poi un effetto di confronto. Dopo qualche settimana di immagini nitide, togliere gli occhiali rende evidente una sfocatura che prima si accettava senza farci caso. È una spiegazione plausibile dell’impressione di «vedere peggio di prima», non un danno misurato.
Gli occhiali peggiorano la vista? Che cosa dicono gli studi
La domanda è stata studiata soprattutto per la miopia dei bambini, partendo da un’ipotesi ragionevole. Negli animali, un’immagine sfocata in un certo modo frena la crescita dell’occhio: forse lasciare i bambini miopi un po’ sottocorretti, con occhiali più deboli del necessario, avrebbe rallentato la miopia3,4. Se fosse stato così, gli occhiali completi avrebbero davvero avuto un ruolo nel peggioramento.
Lo studio
Lenti più deboli per frenare la miopia: l’esperimento
In uno studio randomizzato, 94 ragazzi miopi tra i 9 e i 14 anni sono stati assegnati a caso a due gruppi per due anni: metà con occhiali che correggevano tutto il difetto, metà con lenti più deboli di circa 0,75 diottrie, che riducevano la vista da lontano a circa 5/10. Il risultato è stato il contrario di quello atteso: nel gruppo sottocorretto la miopia è progredita più in fretta e l’occhio si è allungato di più3.
Un secondo studio randomizzato, su 48 bambini tra i 6 e i 15 anni seguiti per 18 mesi, con lenti più deboli di 0,50 diottrie, ha trovato un aumento della miopia di 0,17 diottrie in più nel gruppo sottocorretto, una differenza non statisticamente significativa, ma nella stessa direzione4.
Le revisioni degli studi arrivano a conclusioni coerenti. Una revisione Cochrane del 2020 ha riunito i dati di due studi (142 bambini): con lenti sottocorrette la miopia è progredita in media di 0,15 diottrie in più rispetto alla correzione completa, con prove di certezza bassa5. L’aggiornamento Cochrane del 2023, che ha analizzato 64 studi su 11.617 bambini, conferma che le prove di un rallentamento con lenti sottocorrette sono scarse o assenti6. Una revisione sistematica del 2020 sugli studi osservazionali non ha trovato benefici della sottocorrezione, né della correzione eccessiva, e su chi non porta affatto gli occhiali i risultati erano contrastanti7.
Le differenze in gioco sono piccole, meno di un passo di lente. Ma la direzione è chiara: tenere gli occhiali più deboli non protegge l’occhio. Una revisione del 2025 sulle convinzioni diffuse in tema di miopia conclude che la sottocorrezione probabilmente non rallenta la progressione8. Le strategie che negli studi l’hanno rallentata, come alcune lenti e lenti a contatto progettate apposta6, le raccontiamo nell’articolo sulle lenti per frenare la miopia.
E la presbiopia?
Per la presbiopia il ragionamento è ancora più semplice. Il calo dell’accomodazione dipende soprattutto dai cambiamenti del cristallino, che con gli anni diventa più rigido e cambia forma2. Una lente posata sul naso, davanti all’occhio, non tocca il cristallino: non può accelerare il processo né rallentarlo. Le lenti da lettura cambiano nel tempo perché il cristallino continua a cambiare. Ne parliamo nell’articolo sulla presbiopia e in quello sugli occhiali da lettura premontati.
Che cosa resta vero
Gli occhiali non curano un difetto di vista: lo correggono finché si portano, e non riducono la miopia. Togliendoli, si vede come vede l’occhio in quel momento: se nel frattempo la miopia è cresciuta, è per l’occhio, non per la lente. E la miopia, come raccontiamo nell’articolo sulla miopia, può continuare a cambiare anche dopo l’adolescenza8.
Domande frequenti
Se non porto gli occhiali, la miopia si ferma?
Non ci sono prove che lasciare la miopia non corretta la fermi: negli studi i risultati sono contrastanti7, mentre correggerla meno del necessario non l’ha rallentata5,6.
Occhiali un po’ più deboli del necessario aiutano l’occhio a non abituarsi?
No. Negli studi randomizzati la miopia sottocorretta è progredita in modo simile o più rapido rispetto a quella corretta del tutto3,4,5.
Gli occhiali da lettura fanno avanzare la presbiopia?
No. La presbiopia dipende dall’irrigidimento del cristallino legato all’età, su cui una lente esterna all’occhio non agisce2.
Gli occhiali non indeboliscono gli occhi: rendono visibile, con una lente, un difetto che c’era già e che segue la sua strada. Se la ricetta cambia, a cambiare è l’occhio, che cresce o che invecchia: ed è di questo che vale la pena parlare con l’oculista.
Fonti
- COMET Group. Myopia stabilization and associated factors among participants in the Correction of Myopia Evaluation Trial (COMET). Invest Ophthalmol Vis Sci. 2013;54(13):7871-84. doi:10.1167/iovs.13-12403 · PubMed 24159085 · PMC
- Charman WN. The eye in focus: accommodation and presbyopia. Clin Exp Optom. 2008;91(3):207-25. doi:10.1111/j.1444-0938.2008.00256.x · PubMed 18336584
- Chung K, Mohidin N, O’Leary DJ. Undercorrection of myopia enhances rather than inhibits myopia progression. Vision Res. 2002;42(22):2555-9. doi:10.1016/s0042-6989(02)00258-4 · PubMed 12445849
- Adler D, Millodot M. The possible effect of undercorrection on myopic progression in children. Clin Exp Optom. 2006;89(5):315-21. doi:10.1111/j.1444-0938.2006.00055.x · PubMed 16907670
- Walline JJ, Lindsley KB, Vedula SS, Cotter SA, Mutti DO, Ng SM, et al. Interventions to slow progression of myopia in children. Cochrane Database Syst Rev. 2020;1(1):CD004916. doi:10.1002/14651858.CD004916.pub4 · PubMed 31930781 · PMC
- Lawrenson JG, Shah R, Huntjens B, Downie LE, Virgili G, Dhakal R, et al. Interventions for myopia control in children: a living systematic review and network meta-analysis. Cochrane Database Syst Rev. 2023;2(2):CD014758. doi:10.1002/14651858.CD014758.pub2 · PubMed 36809645 · PMC
- Logan NS, Wolffsohn JS. Role of un-correction, under-correction and over-correction of myopia as a strategy for slowing myopic progression. Clin Exp Optom. 2020;103(2):133-137. doi:10.1111/cxo.12978 · PubMed 31854025
- Brennan NA, Cheng X, Jong M, Bullimore MA. Commonly Held Beliefs About Myopia That Lack a Robust Evidence Base: 2025 Update. Eye Contact Lens. 2025;51(8):319-335. doi:10.1097/ICL.0000000000001191 · PubMed 40397787
I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


