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Pressione oculare alta senza glaucoma: che cosa significa

Si chiama ipertensione oculare e di solito non dà alcun sintomo. Che cosa hanno scoperto uno studio americano e uno europeo seguendo per anni migliaia di persone con la pressione dell’occhio sopra la norma.

A cura della redazioneAggiornato il 9 min di lettura9 studi e fonti citatiTesto generato con l'IA
Illustrazione La pressione dell'occhio è sopra la norma, ma il nervo ottico è sano: non è glaucoma. Su cento persone seguite per cinque anni, il glaucoma è comparso in circa 9,5 solo osservate e in 4,4 trattate con il collirio.

Il numero arriva alla fine di una visita di controllo: 24. Il nervo ottico è sano, il campo visivo pure, la vista è quella di sempre. Non è glaucoma. È una pressione oculare alta, e la domanda che segue è quasi inevitabile: che cosa devo aspettarmi?

Gli oculisti la chiamano ipertensione oculare: una pressione dentro l’occhio più alta della norma statistica, senza danni visibili al nervo ottico né al campo visivo1. Una valutazione britannica, per esempio, la definisce come una pressione superiore a 21 millimetri di mercurio (mmHg)2. Non è una malattia, ma un fattore di rischio per il glaucoma ad angolo aperto1, e per questo è stata studiata a lungo. Due grandi sperimentazioni, una americana e una europea, permettono oggi di rispondere con dei numeri.

In breve

  • Ipertensione oculare vuol dire pressione sopra la norma senza danni al nervo ottico: non è glaucoma, ma ne aumenta il rischio1.
  • Di solito non dà sintomi: si scopre misurando la pressione durante una visita.
  • Nello studio OHTS, in cinque anni il glaucoma è comparso nel 9,5% delle persone solo osservate e nel 4,4% di quelle trattate3.
  • Dopo vent’anni quasi metà dei partecipanti aveva sviluppato un glaucoma, ma solo uno su quattro una perdita di campo visivo4.
  • Non sempre si tratta: la decisione dipende dal rischio di ciascuno, che si stima con età, pressione, spessore della cornea e aspetto del nervo ottico3,7.
In questo articolo
  1. Pressione oculare alta: quali sintomi dà
  2. Quanti la trasformano in glaucoma
  3. Lo studio europeo e il ruolo della cornea
  4. Perché non sempre si cura
  5. Ogni quanto controllarsi
  6. Domande frequenti
  7. Fonti

Pressione oculare alta: quali sintomi dà

Quasi sempre nessuno. Una pressione moderatamente alta non fa male, non arrossa l’occhio e non cambia la vista: per questo la si trova solo misurandola, durante una visita oculistica. Nelle fasi iniziali, di solito, non si fa sentire nemmeno il glaucoma che può seguirne.

Fa eccezione una situazione diversa, la chiusura d’angolo acuta, in cui la pressione sale all’improvviso. Allora i sintomi ci sono: occhio rosso comparso di colpo, pupilla dilatata, dolore sordo e mal di testa, ed è un’urgenza9. È un’altra malattia, che raccontiamo nell’articolo sul glaucoma ad angolo chiuso.

Quanti la trasformano in glaucoma

Lo studio

Ocular Hypertension Treatment Study: vent’anni di osservazione

Dal 1994, in 22 centri, 1.636 persone con pressione oculare alta e nessun danno al nervo ottico, in media di 55 anni, sono state assegnate a caso ai colliri per abbassare la pressione oppure alla sola osservazione. I colliri hanno ridotto la pressione in media del 22,5%. Dopo cinque anni il glaucoma era comparso nel 4,4% dei trattati e nel 9,5% degli osservati: circa cinque persone su cento in meno3. Dal 2002 la terapia è stata offerta a tutti, e i partecipanti sono stati ricontrollati dopo vent’anni. A quel punto il glaucoma era comparso, in almeno un occhio, nel 45,6% dei casi: nel 49,3% di chi aveva iniziato più tardi le cure e nel 41,9% di chi le aveva iniziate subito. Una perdita del campo visivo, però, riguardava il 25,2%4.

I numeri si leggono in due direzioni. Da una parte, l’ipertensione oculare è un rischio vero: in vent’anni quasi una persona su due ha sviluppato almeno i primi segni della malattia4. Dall’altra, molti glaucomi sono stati scoperti nelle fasi iniziali, come cambiamenti del nervo ottico, e tre persone su quattro non hanno perso campo visivo4.

Il rischio, poi, non era uguale per tutti. Dividendo i partecipanti in tre gruppi secondo un modello basato su cinque fattori misurati all’inizio, il glaucoma a vent’anni era comparso nel 31,7% del gruppo a rischio più basso, nel 47,6% di quello intermedio e nel 59,8% di quello a rischio più alto4.

Che cosa significhi per la vita di tutti i giorni lo ha misurato un’analisi su 679 partecipanti arrivati al controllo dei vent’anni. Chi aveva sviluppato un glaucoma visibile solo sul nervo ottico aveva una qualità di vita legata alla vista simile a chi non era malato; il punteggio era un po’ più basso con una perdita di campo visivo in un occhio, e nettamente più basso quando la perdita riguardava entrambi gli occhi5.

Lo studio europeo e il ruolo della cornea

L’European Glaucoma Prevention Study ha arruolato 1.081 persone in 18 centri europei, con una pressione tra 22 e 29 mmHg, assegnate a caso a un collirio con dorzolamide oppure a un collirio placebo e seguite per cinque anni. Il farmaco ha abbassato la pressione del 15–22%, ma anche il placebo l’ha ridotta del 9–19%. A cinque anni il glaucoma era comparso nel 13,4% dei trattati e nel 14,1% dei controlli, una differenza non significativa; gli autori attribuiscono il risultato proprio al calo di pressione nel gruppo placebo6.

I due studi concordano invece su chi rischia di più. Nell’OHTS i fattori associati al glaucoma erano l’età più avanzata, una pressione più alta, un’escavazione del nervo ottico più ampia, alcune irregolarità del campo visivo e una cornea più sottile, che si è rivelata un predittore forte7. Lo studio europeo ha confermato gli stessi elementi, compreso lo spessore della cornea8.

La cornea conta in due modi. Una cornea sottile è di per sé associata a un rischio più alto7,8; inoltre lo spessore della cornea influenza la misura della pressione, come spieghiamo nell’articolo su valori normali e misurazione.

Perché non sempre si cura

Gli autori dell’OHTS lo hanno scritto fin dal primo risultato: l’efficacia dei colliri non significa che tutte le persone con pressione al limite o alta debbano essere trattate; il trattamento va considerato per chi ha un rischio moderato o alto3. Una revisione tedesca sull’ipertensione oculare osserva che la maggior parte delle persone senza altri fattori di rischio può essere seguita con controlli regolari, senza terapia1.

Nella pratica, quindi, la decisione si costruisce sul rischio della singola persona. Una valutazione britannica delle tecnologie sanitarie ha trovato che il modello di previsione più affidabile stima il rischio a cinque anni da età, pressione, spessore della cornea, stato del nervo ottico e campo visivo2. Gli autori dello studio a vent’anni scrivono che i loro dati, insieme a un modello di previsione, possono aiutare medici e pazienti a decisioni personalizzate4.

Ogni quanto controllarsi

Non esiste un intervallo valido per tutti. Secondo la revisione tedesca, ogni controllo dovrebbe comprendere la misura della pressione, l’esame del nervo ottico, un esame di immagine e quello del campo visivo1. La valutazione britannica ha notato una variabilità apprezzabile tra le misure ottenute con strumenti diversi, e non ha trovato un vantaggio chiaro nei controlli più intensivi per chi ha un’ipertensione oculare confermata2. Ogni quanto tornare lo stabilisce l’oculista, sulla base del rischio.

Quando parlarne con l’oculista

  • Se ti hanno trovato la pressione alta: chiedi se sono stati valutati anche lo spessore della cornea, il nervo ottico e il campo visivo1,7.
  • Se hai saltato i controlli che ti erano stati proposti: nell’OHTS, in vent’anni, quasi metà dei partecipanti ha sviluppato un glaucoma4.
  • Subito, il giorno stesso: occhio rosso all’improvviso, con dolore, mal di testa e pupilla dilatata9. Chiama il 112 o vai in pronto soccorso; trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.

Domande frequenti

La pressione oculare alta fa venire mal di testa?

Di solito no: l’ipertensione oculare non dà sintomi. Dolore all’occhio, mal di testa e occhio rosso comparsi all’improvviso fanno pensare invece a una chiusura d’angolo acuta, che è un’urgenza9.

Con la pressione dell’occhio alta si perde la vista?

Non necessariamente. Nell’OHTS, dopo vent’anni, una persona su quattro aveva una perdita di campo visivo4, e la qualità di vita era nettamente più bassa solo quando la perdita riguardava entrambi gli occhi5. Il rischio dipende da molti fattori, e i controlli servono proprio a intercettarlo.

La pressione oculare alta va sempre curata con le gocce?

No. Gli stessi autori dell’OHTS indicano di valutare il trattamento in chi ha un rischio moderato o alto3; chi ha un rischio basso può essere seguito con controlli1. Se e come trattare si decide con l’oculista.

Pressione oculare alta e pressione del sangue alta sono la stessa cosa?

No, sono due misure diverse: una riguarda il liquido dentro l’occhio, l’altra le arterie. La pressione del sangue alta ha effetti propri sulla retina, che raccontiamo nell’articolo su pressione alta e occhi.

Una pressione oculare alta non è una diagnosi di glaucoma, e nemmeno una condanna. È un’informazione: dice che quell’occhio merita attenzione e controlli. Gli studi degli ultimi trent’anni permettono di stimare il rischio di ciascuno e di scegliere, con l’oculista, se trattare subito o semplicemente osservare.

Fonti

  1. Hoffmann EM, Lamparter J. [Differentiation of ocular hypertension]. Ophthalmologe. 2016;113(8):715-28. doi:10.1007/s00347-016-0304-y · PubMed 27401466
  2. Burr JM, Botello-Pinzon P, Takwoingi Y, Hernández R, Vazquez-Montes M, Elders A, et al. Surveillance for ocular hypertension: an evidence synthesis and economic evaluation. Health Technol Assess. 2012;16(29):1-271, iii-iv. doi:10.3310/hta16290 · PubMed 22687263 · PMC
  3. Kass MA, Heuer DK, Higginbotham EJ, Johnson CA, Keltner JL, Miller JP, et al. The Ocular Hypertension Treatment Study: a randomized trial determines that topical ocular hypotensive medication delays or prevents the onset of primary open-angle glaucoma. Arch Ophthalmol. 2002;120(6):701-13; discussion 829-30. doi:10.1001/archopht.120.6.701 · PubMed 12049574
  4. Kass MA, Heuer DK, Higginbotham EJ, Parrish RK, Khanna CL, Brandt JD, et al. Assessment of Cumulative Incidence and Severity of Primary Open-Angle Glaucoma Among Participants in the Ocular Hypertension Treatment Study After 20 Years of Follow-up. JAMA Ophthalmol. 2021;139(5):1-9. doi:10.1001/jamaophthalmol.2021.0341 · PubMed 33856434 · PMC
  5. Gordon MO, Gao F, Burkland J, Huecker JB, Gardiner SK, Ramulu P, et al. Quality of Life and Primary Open-Angle Glaucoma in the Ocular Hypertension Treatment Study. JAMA Ophthalmol. 2024;142(10):935-942. doi:10.1001/jamaophthalmol.2024.3282 · PubMed 39207774 · PMC
  6. Miglior S, Zeyen T, Pfeiffer N, Cunha-Vaz J, Torri V, Adamsons I, et al. Results of the European Glaucoma Prevention Study. Ophthalmology. 2005;112(3):366-75. doi:10.1016/j.ophtha.2004.11.030 · PubMed 15745761
  7. Gordon MO, Beiser JA, Brandt JD, Heuer DK, Higginbotham EJ, Johnson CA, et al. The Ocular Hypertension Treatment Study: baseline factors that predict the onset of primary open-angle glaucoma. Arch Ophthalmol. 2002;120(6):714-20; discussion 829-30. doi:10.1001/archopht.120.6.714 · PubMed 12049575
  8. European Glaucoma Prevention Study (EGPS) Group, Miglior S, Pfeiffer N, Torri V, Zeyen T, Cunha-Vaz J, et al. Predictive factors for open-angle glaucoma among patients with ocular hypertension in the European Glaucoma Prevention Study. Ophthalmology. 2007;114(1):3-9. doi:10.1016/j.ophtha.2006.05.075 · PubMed 17070596
  9. Flores-Sánchez BC, Tatham AJ. Acute angle closure glaucoma. Br J Hosp Med (Lond). 2019;80(12):C174-C179. doi:10.12968/hmed.2019.80.12.C174 · PubMed 31822188

I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).

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