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Pterigio e pinguecola: il sole e quella macchia sul bianco dell’occhio

Una macchiolina giallastra o un’ala di tessuto che avanza verso la cornea: pinguecola e pterigio sono crescite benigne legate al sole. Come si distinguono, quando disturbano e che cosa dicono gli studi.

A cura della redazioneAggiornato il 9 min di lettura10 studi e fonti citatiTesto generato con l'IA
Illustrazione A sinistra la pinguecola, macchiolina giallastra sulla congiuntiva che non arriva alla cornea; a destra il pterigio, tessuto ad ala che dal lato del naso invade la cornea. Il sole è un fattore di rischio, soprattutto per il pterigio.

Allo specchio, sul bianco dell’occhio, accanto all’iride, si nota una piccola macchia giallastra, appena in rilievo. Oppure un sottile triangolo di tessuto rosato, attraversato da vasi sanguigni, che sembra avanzare verso la parte colorata dell’occhio. Nel primo caso, di solito, è una pinguecola; nel secondo un pterigio.

Pterigio o pinguecola: due parole poco familiari, eppure il pterigio da solo riguarda circa una persona su dieci2. Si somigliano, ma non si comportano allo stesso modo.

In breve

  • Pinguecola e pterigio sono crescite benigne della congiuntiva; la pinguecola resta sul bianco dell’occhio e non disturba la vista, il pterigio può estendersi sulla cornea1,2.
  • Il pterigio riguarda circa una persona su dieci nel mondo, più spesso gli anziani, gli uomini, chi lavora all’aperto e chi vive vicino all’equatore2,3.
  • L’esposizione ai raggi UV è un fattore di rischio con prove forti per il pterigio, più limitate per la pinguecola4.
  • Togliere il pterigio lasciando scoperta la superficie dell’occhio porta a più recidive; un trapianto di congiuntiva dallo stesso occhio le riduce7,8.
  • Negli studi osservazionali chi usa occhiali da sole ha meno pterigi; l’OMS indica occhiali, cappello e ombra per proteggersi dagli UV3,6.
In questo articolo
  1. Pterigio o pinguecola: come si distinguono
  2. Quanto sono frequenti e chi rischia di più
  3. Il ruolo del sole
  4. Quando danno fastidio
  5. L’intervento per il pterigio e le recidive
  6. Protezione dal sole: che cosa sappiamo
  7. Domande frequenti
  8. Fonti

Pterigio o pinguecola: come si distinguono

Entrambi nascono dalla congiuntiva, la membrana sottile e trasparente che riveste il bianco dell’occhio. Sono lesioni benigne, formate da tessuto degenerato sotto la superficie1.

La pinguecola è un piccolo deposito giallastro che resta sulla congiuntiva. Non disturba la vista; quando irrita un po’ l’occhio, di solito bastano le lacrime artificiali1.

Il pterigio è una crescita di tessuto fibroso e di vasi sanguigni5 che può invadere la cornea, la finestra trasparente davanti all’iride. Crescendo può causare un astigmatismo anche importante e un calo della vista1,2. È più spesso in un occhio solo che in entrambi2.

Una differenza importante sta proprio nei vasi. Secondo una rassegna sulle origini del pterigio, la sua ricca vascolarizzazione sarebbe dovuta a un’infiammazione cronica che si somma al danno da luce; e in due indagini in Africa meridionale il pterigio non risultava strettamente legato alla pinguecola: i due disturbi non vanno sempre insieme5.

Quanto sono frequenti e chi rischia di più

Per il pterigio ci sono stime solide. Una meta-analisi del 2013, su 20 studi di popolazione con oltre 900.000 persone, ha calcolato una frequenza del 10,2%; il pterigio era più comune con l’età e nelle regioni più vicine all’equatore, e chi stava molto all’aperto aveva probabilità più alte2.

Una meta-analisi più ampia, del 2018, ha riunito 68 studi con 415.911 persone in 24 paesi e ha trovato una frequenza del 12%: dal 3% tra i 10 e i 20 anni al 19,5% sopra gli 803. Le differenze tra paesi erano enormi, da meno dell’1% in uno studio in Arabia Saudita al 53% in uno studio in Cina. Le probabilità erano più alte negli uomini, in chi viveva in campagna e in chi lavorava all’aperto3.

Per la pinguecola, tra gli studi che abbiamo esaminato non ci sono stime altrettanto solide.

Il ruolo del sole

Una revisione del 2014 sul legame tra raggi ultravioletti e malattie degli occhi ha classificato le prove: sono forti per il pterigio, mentre per la pinguecola sono limitate4. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità elenca il pterigio tra gli effetti dei raggi UV sugli occhi6.

Il sole non spiega tutto. La rassegna sull’origine del pterigio indica un ruolo anche per l’irritazione cronica, da qualunque causa, che alimenta l’infiammazione e la crescita di nuovi vasi5. Il vento e la polvere sono spesso citati, ma negli studi che abbiamo esaminato non ci sono dati che ne misurino l’effetto.

Quando danno fastidio

La pinguecola può irritare un po’ l’occhio, ma non tocca la vista1. Il pterigio diventa un problema per la vista quando si estende sulla cornea1,2.

Una rassegna clinica raccomanda un approccio prudente, perché togliere un pterigio che compare per la prima volta può portare a una recidiva più difficile da trattare della lesione iniziale1. Per questo l’intervento si valuta soprattutto quando il pterigio minaccia la vista1,2.

L’intervento per il pterigio e le recidive

Il problema dell’intervento non è togliere il pterigio, ma evitare che ritorni. Un rapporto dell’American Academy of Ophthalmology del 2013 ha riassunto gli studi: asportarlo lasciando scoperto il bianco dell’occhio porta a molte più recidive che usare tecniche aggiuntive7. Tra queste ci sono il trapianto di un piccolo lembo di congiuntiva sana, preso dallo stesso occhio, e la mitomicina C, un farmaco che frena la crescita delle cellule; la combinazione dei due riduceva ancora di più le recidive. La mitomicina, però, era l’unica associata a complicazioni che possono minacciare la vista, come l’assottigliamento della sclera, la parete bianca dell’occhio7.

Lo studio

Trapianto di congiuntiva o membrana amniotica? La revisione Cochrane

Una revisione Cochrane del 2016 ha riunito 20 studi randomizzati, con 1.866 persone e 1.947 occhi, svolti in otto paesi, tra cui Brasile, Cina, Iran e Turchia. Ha confrontato il trapianto di congiuntiva con l’uso di membrana amniotica, un tessuto che deriva dalla placenta. Negli studi con dati a sei mesi dall’intervento, il pterigio era tornato in una quota tra il 3,3% e il 16,7% degli occhi con il trapianto di congiuntiva, e tra il 6,4% e il 42,3% con la membrana amniotica: in media, con il trapianto le recidive erano circa la metà. Il vantaggio era maggiore nei pterigi già operati una volta, mentre a tre mesi i risultati erano simili8,9. Molti studi non descrivevano bene come erano stati condotti, e mancano dati sui sintomi e sulla vista8,9.

Anche il modo di fissare il lembo conta. Un’altra revisione Cochrane, con 14 studi randomizzati su adulti, ha confrontato la colla biologica di fibrina con i punti di sutura. Con la colla le recidive potrebbero essere meno frequenti: se con i punti il pterigio torna in circa 10 interventi su 100, con la colla tornerebbe in circa 5. L’intervento era più breve di circa 17 minuti, ma le complicazioni, come il distacco del lembo, risultavano più frequenti; la certezza delle prove è bassa10.

Protezione dal sole: che cosa sappiamo

Nella meta-analisi del 2018, chi usava occhiali da sole aveva circa la metà delle probabilità di avere un pterigio3. Sono studi osservazionali: mostrano un’associazione, e chi porta occhiali da sole può differire in altri modi da chi non li porta. Le indicazioni dell’OMS per ridurre l’esposizione agli UV comprendono occhiali da sole avvolgenti, il cappello a tesa larga, l’ombra e meno tempo al sole nelle ore centrali, soprattutto quando l’indice UV arriva a 3 o più6. Come scegliere una lente che filtri davvero gli UV lo spieghiamo nell’articolo sugli occhiali da sole.

Quando parlarne con l’oculista

  • Una macchia sul bianco dell’occhio che cresce verso la cornea, o che si arrossa spesso: l’oculista può riconoscere un pterigio con una visita1,2. Le altre cause di un occhio rosso sono raccontate a parte.
  • Una vista che peggiora o si distorce in un occhio con un pterigio: può essere un astigmatismo causato dalla crescita sulla cornea2.
  • Una macchia che cambia in fretta, si scurisce, sanguina o ha un aspetto diverso dal solito: va fatta vedere presto, per escludere altre lesioni.
  • Dopo un intervento per pterigio, se la lesione ricompare: è una recidiva, da valutare con chi ti ha operato8.

Domande frequenti

Pterigio e pinguecola sono pericolosi?

Sono lesioni benigne1. La pinguecola non disturba la vista; il pterigio può farlo se cresce sulla cornea, deformandola o coprendone il centro1,2. Per questo il pterigio va seguito nel tempo dall’oculista.

La pinguecola va tolta?

Di solito no: non tocca la vista, e il fastidio, quando c’è, si gestisce in genere con le lacrime artificiali1. Se dà fastidio, se ne parla con l’oculista.

Il pterigio torna dopo l’intervento?

Può tornare. Le recidive sono molto più frequenti se si toglie il pterigio senza tecniche aggiuntive7; con il trapianto di congiuntiva, a sei mesi, sono state tra il 3,3% e il 16,7% negli studi randomizzati9.

Gli occhiali da sole servono contro il pterigio?

Negli studi osservazionali chi li usa ha circa la metà delle probabilità di avere un pterigio3, e i raggi UV sono un fattore di rischio con prove forti4. Non abbiamo trovato studi randomizzati, ma la protezione dal sole è tra le indicazioni dell’OMS6.

Pterigio e pinguecola sono spesso legati agli anni passati sotto il sole. Sono lesioni benigne, ma il pterigio merita attenzione quando cresce verso la cornea1,2. Se un intervento serve, la tecnica conta quanto la decisione di operare: è dalla tecnica che dipende il rischio di vederlo tornare7,8.

Fonti

  1. Jaros PA, DeLuise VP. Pingueculae and pterygia. Surv Ophthalmol. 1988;33(1):41-9. doi:10.1016/0039-6257(88)90071-9 · PubMed 3051468
  2. Liu L, Wu J, Geng J, Yuan Z, Huang D. Geographical prevalence and risk factors for pterygium: a systematic review and meta-analysis. BMJ Open. 2013;3(11):e003787. doi:10.1136/bmjopen-2013-003787 · PubMed 24253031 · PMC
  3. Rezvan F, Khabazkhoob M, Hooshmand E, Yekta A, Saatchi M, Hashemi H. Prevalence and risk factors of pterygium: a systematic review and meta-analysis. Surv Ophthalmol. 2018;63(5):719-735. doi:10.1016/j.survophthal.2018.03.001 · PubMed 29551597
  4. Yam JC, Kwok AK. Ultraviolet light and ocular diseases. Int Ophthalmol. 2014;34(2):383-400. doi:10.1007/s10792-013-9791-x · PubMed 23722672
  5. Hill JC, Maske R. Pathogenesis of pterygium. Eye (Lond). 1989;3 ( Pt 2):218-26. doi:10.1038/eye.1989.31 · PubMed 2695353
  6. Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Ultraviolet radiation (fact sheet). 2022. who.int
  7. Kaufman SC, Jacobs DS, Lee WB, Deng SX, Rosenblatt MI, Shtein RM. Options and adjuvants in surgery for pterygium: a report by the American Academy of Ophthalmology. Ophthalmology. 2013;120(1):201-8. doi:10.1016/j.ophtha.2012.06.066 · PubMed 23062647
  8. Clearfield E, Muthappan V, Wang X, Kuo IC. Conjunctival autograft for pterygium. Cochrane Database Syst Rev. 2016;2(2):CD011349. doi:10.1002/14651858.CD011349.pub2 · PubMed 26867004 · PMC
  9. Clearfield E, Hawkins BS, Kuo IC. Conjunctival Autograft Versus Amniotic Membrane Transplantation for Treatment of Pterygium: Findings From a Cochrane Systematic Review. Am J Ophthalmol. 2017;182:8-17. doi:10.1016/j.ajo.2017.07.004 · PubMed 28734814 · PMC
  10. Romano V, Cruciani M, Conti L, Fontana L. Fibrin glue versus sutures for conjunctival autografting in primary pterygium surgery. Cochrane Database Syst Rev. 2016;12(12):CD011308. doi:10.1002/14651858.CD011308.pub2 · PubMed 27911983 · PMC

I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).

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