La sera, prima di dormire, una ragazzina di dieci anni appoggia sugli occhi due piccole lenti rigide. Al mattino le toglie, e per tutta la giornata vede nitida la lavagna senza portare nulla sugli occhi. Non è un trucco: le lenti a contatto notturne, che gli specialisti chiamano ortocheratologia, modellano per qualche ora la forma della cornea.
Oggi sono prescritte soprattutto ai bambini, con un obiettivo in più: rallentare la miopia che aumenta durante la crescita1. Ecco che cosa dicono gli studi sull’effetto e sui rischi.
In breve
- L’ortocheratologia usa lenti rigide permeabili ai gas, portate di notte, che rimodellano temporaneamente la cornea: di giorno si vede nitido, ma l’effetto svanisce quando le lenti non si portano più1.
- Nei bambini rallenta l’allungamento dell’occhio, la causa della miopia che cresce: nella revisione Cochrane del 2023, di 0,19 millimetri a un anno e di 0,28 a due3.
- L’effetto sembra maggiore nei bambini che cominciano più piccoli, e alla fine del trattamento l’occhio può tornare ad allungarsi più in fretta4,5,6,7.
- Il rischio principale è un’infezione della cornea, la cheratite microbica, rara ma potenzialmente grave; igiene, controlli regolari e niente acqua del rubinetto sulle lenti sono indicati come condizioni essenziali8,9,10.
- Gran parte degli studi viene dall’Asia e dura al massimo due o tre anni: mancano dati europei e di lungo periodo3,5.
In questo articolo
Come funzionano le lenti a contatto notturne
Le lenti per ortocheratologia sono lenti rigide permeabili ai gas, con una geometria studiata per rimodellare la cornea1,8. Durante il sonno appiattiscono il centro della cornea: al risveglio la miopia è ridotta per alcune ore, e chi le porta può vedere bene durante il giorno1. È un effetto temporaneo: per mantenerlo le lenti vanno portate con regolarità.
Il secondo effetto, quello sulla crescita dell’occhio, ha a che fare con la periferia. La miopia dei bambini aumenta soprattutto perché l’occhio si allunga. Secondo l’ipotesi più studiata, la cornea rimodellata cambia il modo in cui la luce arriva ai bordi della retina, creando una sfocatura che frenerebbe lo stimolo ad allungarsi; il meccanismo esatto, però, non è ancora conosciuto2. Le altre lenti e gli occhiali che sfruttano lo stesso principio sono descritti nell’articolo su lenti e occhiali per frenare la miopia.
Le lenti rigide normali, portate di giorno, non danno questo risultato: nella revisione Cochrane del 2023 non hanno mostrato differenze rispetto ai gruppi di controllo3. Sembra contare il disegno che rimodella la cornea, non il materiale.
Quanto rallentano la miopia nei bambini
Lo studio
Lo studio ROMIO: due anni di confronto con gli occhiali
In uno studio randomizzato, 102 bambini tra 6 e 10 anni, con una miopia tra 0,50 e 4 diottrie, sono stati assegnati alle lenti notturne o a occhiali normali per due anni; hanno completato lo studio in 78. L’occhio si è allungato in media di 0,36 millimetri con le lenti e di 0,63 con gli occhiali: un rallentamento del 43%. Tra i bambini di 7-8 anni con gli occhiali, il 65% aveva una miopia che cresceva in fretta (più di una diottria all’anno), contro il 20% di quelli con le lenti. Cinque bambini hanno interrotto le lenti per eventi avversi4.
La revisione Cochrane del 2023 ha riunito 64 studi randomizzati con 11.617 bambini tra 4 e 18 anni. Nei gruppi di controllo l’occhio si allungava in media di 0,31 millimetri in un anno e di 0,56 in due; con l’ortocheratologia l’allungamento era minore di 0,19 millimetri a un anno e di 0,28 a due3. Un rapporto dell’American Academy of Ophthalmology, basato su 13 studi, traduce questi numeri in modo intuitivo: in due anni circa 0,3 millimetri di allungamento invece di 0,6, pari a una differenza di circa mezza diottria5.
Due dettagli tornano in più studi. Il primo è l’età: l’effetto sembra maggiore nei bambini più piccoli, e il rapporto dell’Academy indica in particolare chi comincia tra 6 e 8 anni4,5. Il secondo è la combinazione con il collirio di atropina a basso dosaggio. In uno studio randomizzato su 164 bambini tra 8 e 12 anni, l’ortocheratologia insieme all’atropina allo 0,01% ha frenato l’allungamento più dei due trattamenti da soli; nei bambini tra 8 e 10 anni, però, la differenza rispetto alle sole lenti non era significativa6. Dell’atropina parliamo nell’articolo sull’atropina a basso dosaggio.
I limiti sono quelli di tutta la ricerca sulla miopia. Nella revisione Cochrane il 61% degli studi veniva dalla Cina o da altri paesi asiatici, la durata andava da uno a tre anni e la certezza delle prove da molto bassa a moderata3. Gli studi su bambini europei sono pochi, anche se una revisione del 2020 segnala che in Europa un modello di lente ha ottenuto l’autorizzazione specifica per il controllo della miopia1.
Dopo la fine del trattamento
Quando un bambino non porta più le lenti, la cornea torna alla forma di prima, e con lei la miopia1. Più incerto è che cosa accada alla crescita dell’occhio. Secondo una meta-analisi del 2024, dopo la fine dell’ortocheratologia l’occhio si allungava di 0,10 millimetri in più rispetto a chi continuava le lenti7, e il rapporto dell’Academy parla di un possibile rimbalzo5. La revisione Cochrane, invece, giudica le prove su questo punto non conclusive3. Non sappiamo ancora quale sia la durata ideale del trattamento7.
Il rischio di infezioni: che cosa dicono gli studi
Portare lenti a contatto durante il sonno aumenta il rischio di cheratite microbica, un’infezione della cornea che, nei casi gravi, può lasciare danni permanenti alla vista5,10. È il punto su cui gli studi sono più cauti.
- Una revisione sistematica del 2016, su 170 pubblicazioni, ha concluso che il rischio con l’ortocheratologia è simile a quello di altre lenti portate di notte; la complicazione più comune erano piccole lesioni superficiali della cornea, e non sono stati trovati effetti a lungo termine sul suo strato più interno8.
- Un gruppo di lavoro di esperti americani, nel 2021, ha osservato che le lenti notturne per ortocheratologia potrebbero aumentare il rischio di infezione nei bambini, in particolare da Acanthamoeba, un’ameba che vive nell’acqua, e che il mancato rispetto delle regole di uso resta un fattore di rischio importante10.
- La meta-analisi del 2024 ha trovato eventi avversi fino a circa quattro volte più frequenti che con le lenti a contatto tradizionali, ma con prove ancora fragili7.
Lo studio
I primi 50 casi di infezione
Una revisione del 2005 ha raccolto i primi 50 casi di cheratite microbica pubblicati in persone che portavano lenti per ortocheratologia. L’80% veniva dall’Asia orientale e il 61% riguardava ragazzi tra 9 e 15 anni. Nel 52% dei casi il microbo era lo Pseudomonas, nel 30% l’Acanthamoeba. Tra i fattori ricorrenti c’erano una pulizia sbagliata delle lenti, il mancato rispetto delle istruzioni e il continuare a portarle nonostante il fastidio; gli autori concludono che il risciacquo con l’acqua del rubinetto va eliminato. La revisione non permette di stimare quanto spesso l’infezione capiti9.
Il rischio legato all’acqua è raccontato nell’articolo su lenti a contatto, doccia e piscina.
Chi può essere candidato
Nello studio ROMIO, per esempio, i bambini avevano una miopia tra 0,50 e 4 diottrie e un astigmatismo contenuto4. Secondo il rapporto dell’Academy, l’effetto può essere maggiore nei più piccoli e in chi ha pupille più grandi della media5. In molti paesi le lenti sono autorizzate per ridurre temporaneamente la miopia, e sono prescritte soprattutto, ma non solo, ai bambini1.
Conta molto la costanza: la revisione sulla sicurezza indica come condizioni per un buon risultato un’applicazione corretta, regole di pulizia rispettate con rigore, controlli regolari e la cura tempestiva delle complicazioni8. È un impegno quotidiano per tutta la famiglia, e costi e rimborsi cambiano molto da un paese europeo all’altro.
Quando parlarne con l’oculista
- Il giorno stesso, se porti lenti notturne o le porta tuo figlio: occhio rosso e dolorante, fastidio forte alla luce, vista che cala o secrezione. Possono essere i segni di un’infezione della cornea5,10; continuare a portare le lenti nonostante il fastidio è uno dei fattori di rischio descritti9. Trovi gli altri segnali nella pagina sulle urgenze.
- Se al mattino la vista non è più nitida come prima, o peggiora durante la giornata: è un motivo per un controllo con chi ha prescritto le lenti.
- I controlli programmati fanno parte del trattamento: servono anche a riconoscere e trattare per tempo le complicazioni8.
Domande frequenti
L’ortocheratologia fa passare la miopia?
No. Corregge la miopia per alcune ore modellando la cornea, ma l’effetto svanisce quando le lenti non si portano più1. Nei bambini può rallentare l’aumento della miopia mentre il trattamento continua3,7.
Da che età si possono usare le lenti a contatto notturne?
Gli studi hanno coinvolto bambini anche di 6 anni, e l’effetto sembra maggiore in chi comincia tra 6 e 8 anni4,5. La decisione si prende con l’oculista, tenendo conto anche dell’impegno quotidiano che le lenti richiedono8.
Le lenti a contatto notturne sono pericolose?
Il rischio principale è un’infezione della cornea, rara ma potenzialmente grave5. Quanto sia più alto che con altre lenti è incerto: una revisione lo trova simile a quello di altre lenti portate di notte8, un’altra trova eventi avversi più frequenti che con le lenti tradizionali, con prove fragili7. Sull’importanza dell’igiene e dei controlli le fonti concordano8,10.
Le lenti a contatto notturne sono tra gli strumenti con un effetto misurato sulla crescita della miopia nei bambini3,5. Il loro valore, però, sta nell’equilibrio tra un beneficio misurato in decimi di millimetro e un rischio raro ma serio, che dipende molto da come le lenti vengono usate e controllate8,9.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


