«È ipermetrope». Detta a proposito di un bambino di un anno, la frase preoccupa molti genitori. Eppure, a quell’età, essere ipermetropi è quasi la regola: la maggior parte degli occhi nasce così, e nei primi anni il difetto si riduce da solo, man mano che l’occhio cresce.
La domanda vera, allora, non è se un bambino sia ipermetrope, ma quanto. Un’ipermetropia lieve fa parte dello sviluppo normale; un’ipermetropia elevata, invece, è associata a strabismo e occhio pigro, e in età prescolare anche a qualche difficoltà nelle prime abilità di lettura. Sul quando correggerla con gli occhiali, gli studi danno risposte meno nette di quanto ci si aspetterebbe.
In breve
- La maggior parte degli occhi nasce ipermetrope, e il difetto si riduce soprattutto nei primi 2 anni di vita, mentre l’occhio cresce1,2.
- Un’ipermetropia di almeno 3,5 diottrie tra gli 8 e i 12 mesi è associata a una probabilità molto più alta di occhio pigro e di esotropia accomodativa, uno strabismo verso il naso3.
- Nei bambini di 4 e 5 anni, un’ipermetropia tra +3 e +6 diottrie non corretta è associata a risultati un po’ più bassi nei test sulle abilità che precedono la lettura5,6.
- Due studi randomizzati su bambini con ipermetropia moderata, senza strabismo, non hanno chiarito se gli occhiali subito siano meglio di un’osservazione attenta8,9.
- La decisione se e quando correggere spetta all’oculista, che tiene conto delle diottrie, dell’età, dell’allineamento degli occhi e della vista di ciascun occhio.
In questo articolo
Perché quasi tutti i bambini nascono ipermetropi
Nell’ipermetropia l’occhio è un po’ «corto» rispetto alla potenza delle sue lenti naturali, e per vedere nitido deve fare uno sforzo di messa a fuoco, che diventa maggiore da vicino. Il meccanismo lo spieghiamo nell’articolo sull’ipermetropia.
Alla nascita la maggior parte degli occhi è in questa situazione. Una rassegna del 2023 descrive come, guidata dagli stimoli visivi, la crescita dell’occhio rallenti in modo tale che il difetto diminuisca nei primi 2 anni di vita; raggiunto l’obiettivo, l’occhio continua a crescere mantenendo un equilibrio tra la sua lunghezza e la potenza di cornea e cristallino1. Gli oculisti chiamano questo processo emmetropizzazione.
Un quadro concreto viene da uno studio trasversale su 514 bambini sani nati a termine, tra 1 e 48 mesi, con le diottrie misurate dopo le gocce che rilassano la messa a fuoco. L’ipermetropia calava con l’età e le differenze tra un bambino e l’altro si riducevano; la miopia riguardava solo il 3% dei bambini, mentre un astigmatismo di almeno una diottria era presente nel 25%, più spesso nei primi mesi2.
Ipermetropia nei bambini: quando diventa un problema
Il problema non è l’ipermetropia in sé, ma una quantità elevata, che l’occhio fatica a compensare. Una revisione del 2026 ha esaminato gli studi che hanno seguito nel tempo bambini a partire dai 6-24 mesi, con controlli fino ai 3-9 anni. Per un’ipermetropia di almeno +3,5 diottrie tra gli 8 e i 12 mesi, la probabilità di sviluppare un occhio pigro era da 17 a oltre 140 volte più alta (in tre studi) e quella di un’esotropia accomodativa da 16 a 22 volte più alta (in due studi)3. Sono stime molto variabili, che vengono da pochi studi, ma vanno tutte nella stessa direzione.
L’esotropia accomodativa nasce proprio dallo sforzo di messa a fuoco: per vedere nitido, l’occhio ipermetrope «accomoda», e questo sforzo spinge gli occhi a convergere verso il naso. Una rassegna sul tema ricorda che molti bambini con questa forma di strabismo, crescendo, riescono a fare a meno degli occhiali, mentre altri ne hanno bisogno anche da adulti, e che il grado di ipermetropia aiuta a prevedere quale strada prenderà4. Ne parliamo nell’articolo su strabismo nei neonati e nei bambini.
L’altra conseguenza possibile è l’occhio pigro: un occhio che manda al cervello immagini sfocate rischia di essere trascurato durante lo sviluppo della vista. Lo raccontiamo nell’articolo sull’occhio pigro nei bambini.
Lettura e attenzione: che cosa sappiamo
Lo studio VIP-HIP ha confrontato 492 bambini di 4 e 5 anni che non avevano mai portato occhiali: quelli con un’ipermetropia tra +3 e +6 diottrie hanno ottenuto in media 4,3 punti in meno a un test sulle abilità che precedono la lettura, e il divario era maggiore sopra le 4 diottrie. È uno studio trasversale, che mostra un’associazione e non una causa5.
Una revisione sistematica del 2022 su 25 studi, quasi tutti osservazionali, è arrivata a una conclusione simile: l’ipermetropia non corretta era associata a un rendimento scolastico un po’ più basso e a capacità di lettura moderatamente inferiori. In due studi di intervento, gli occhiali hanno migliorato la velocità di lettura, ma non esistevano studi randomizzati di grandi dimensioni6. Una rassegna del 2026 riassume così lo stato delle cose: i bambini con ipermetropia moderata hanno spesso più difficoltà nella visione da vicino, nelle prime abilità di lettura e nell’attenzione, ma tra gli specialisti non c’è accordo sul fatto che gli occhiali servano, e l’effetto della correzione resta da chiarire7.
Occhiali sì o no: che cosa dicono gli studi
Lo studio
Occhiali subito o osservazione? Due studi randomizzati
Il primo studio ha coinvolto 130 bambini di 1 e 2 anni con un’ipermetropia tra +3 e +6 diottrie, senza strabismo, assegnati a caso agli occhiali subito oppure a controlli ogni sei mesi, con occhiali solo in caso di peggioramento. Dopo tre anni, l’esito sfavorevole definito dallo studio si è verificato nel 21% dei bambini con gli occhiali e nel 34% di quelli osservati: una differenza che non è risultata statisticamente certa. Gli autori parlano di risultati non conclusivi, compatibili con un beneficio da piccolo a moderato degli occhiali oppure con nessun beneficio8. Il secondo studio, su bambini di 3-5 anni con vista e allineamento normali, ha trovato un esito sfavorevole per la vista o la visione binoculare nel 12% dei bambini con gli occhiali e nel 9% di quelli osservati. I bambini arruolati erano meno del previsto, ma i peggioramenti sono stati così rari che, secondo gli autori, per questi bambini gli occhiali subito potrebbero non essere necessari9.
Anche la revisione del 2026 sugli studi nei bambini più piccoli ha trovato un effetto «moderato» degli occhiali prescritti presto: in tre studi la probabilità di occhio pigro era più bassa nei bambini con gli occhiali, mentre per l’esotropia accomodativa i risultati erano incerti3.
Resta poi una domanda di fondo: gli occhiali possono interferire con la riduzione naturale dell’ipermetropia? Alcuni studi sugli animali, riassunti in una rassegna del 1997, indicano che l’occhio in crescita si adatta alle lenti che riceve, e la rassegna ne deduceva che correggere molto presto potesse frenare l’emmetropizzazione10. Nei bambini la questione è ancora discussa4. Per le ipermetropie moderate senza altri problemi, intanto, l’osservazione nel tempo è un’opzione studiata accanto agli occhiali8,9.
Quando parlarne con l’oculista
- Un occhio che devia verso il naso, soprattutto quando il bambino guarda da vicino o è stanco3,4.
- Un bambino che evita i libri o fa fatica nelle attività da vicino, come disegnare o leggere7.
- Una forte ipermetropia in famiglia, o familiari che da piccoli hanno avuto strabismo o occhio pigro.
- Se al bambino sono stati prescritti gli occhiali, i controlli successivi servono anche a capire come cambia l’ipermetropia con la crescita1.
Domande frequenti
L’ipermetropia nei bambini passa crescendo?
Spesso si riduce: è normale alla nascita e diminuisce soprattutto nei primi 2 anni, mentre l’occhio cresce1,2. Un’ipermetropia elevata, però, è associata a occhio pigro e strabismo e va seguita dall’oculista3.
Quante diottrie di ipermetropia sono troppe per un bambino?
Non esiste una soglia unica, perché conta anche l’età. Negli studi, un’ipermetropia di almeno +3,5 diottrie nel primo anno di vita era associata a un rischio molto più alto di occhio pigro e strabismo3, mentre per valori tra +3 e +6 senza strabismo i benefici degli occhiali subito restano incerti8,9.
Gli occhiali impediscono all’ipermetropia di ridursi?
Non lo sappiamo con certezza. Gli studi sugli animali suggeriscono che le lenti possano influire sulla crescita dell’occhio10, ma nei bambini la questione è ancora discussa4.
Un bambino ipermetrope fa più fatica a leggere?
Nei bambini di 4-5 anni, un’ipermetropia tra +3 e +6 diottrie non corretta è associata a risultati più bassi nelle abilità che precedono la lettura5,6; se gli occhiali colmino questa differenza non è ancora chiaro7.
Un bambino ipermetrope, nella grande maggioranza dei casi, è semplicemente un bambino il cui occhio sta ancora crescendo1. Le eccezioni contano, perché un’ipermetropia elevata è legata a strabismo e occhio pigro3, ma il modo per riconoscerle passa dai controlli e dalla valutazione dell’oculista, non dal numero delle diottrie letto da solo.
Fonti
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


