C’è una domanda che quasi tutti si fanno prima di un intervento laser alla vista: che cosa può andare storto? La risposta onesta ha due facce. Le complicanze che minacciano davvero la vista sono rare; gli effetti indesiderati fastidiosi, invece, sono frequenti, soprattutto nei primi mesi.
Lo mostrano bene due studi che hanno chiesto direttamente ai pazienti come vedevano prima e dopo la LASIK: a tre mesi dall’intervento quasi una persona su due riferiva almeno un disturbo visivo nuovo, come aloni o abbagliamento, eppure solo tra l’1 e il 4% era insoddisfatto della propria vista2. Capire i rischi del laser per la miopia significa tenere insieme questi due numeri.
In breve
- Gli effetti indesiderati più frequenti sono l’occhio secco e i disturbi visivi come aloni e abbagliamento3,2.
- Nei due studi PROWL, a tre mesi dalla LASIK il 43–46% delle persone riferiva un sintomo visivo nuovo, ma l’insoddisfazione per la vista era tra l’1 e il 4%2.
- Le infezioni sono rare: in una casistica di oltre 640.000 occhi, un caso ogni 21.697 LASIK e uno ogni 7.434 PRK8.
- L’ectasia, lo sfiancamento progressivo della cornea, è la complicanza più temuta: tra 11 e 90 casi ogni 100.000 occhi senza fattori di rischio noti, a seconda della tecnica5.
- Cheratocono, cornea sottile, gravidanza e allattamento, occhio secco non controllato e alcune malattie sono controindicazioni per le raccomandazioni europee1.
In questo articolo
Effetti indesiderati e complicanze: una distinzione utile
Le raccomandazioni della European Society of Cataract and Refractive Surgeons (ESCRS) separano due cose che spesso si confondono. Dolore, gonfiore della cornea, secchezza e vista che oscilla dopo l’intervento sono sintomi transitori; diventano complicanze solo se durano più di tre mesi1.
Le complicanze vere e proprie possono presentarsi durante l’intervento, come un lembo incompleto, oppure dopo: un difetto corretto troppo o troppo poco, occhio secco, opacità della cornea, infezioni, problemi del lembo ed ectasia1. Come funzionano le diverse tecniche lo spieghiamo nell’articolo su LASIK, PRK e SMILE.
Occhio secco: il disturbo più frequente
Una revisione del 2023 definisce l’occhio secco la complicanza più comune della chirurgia refrattiva con il laser, dopo LASIK, SMILE e PRK, e una causa frequente di insoddisfazione. È anche difficile da inquadrare, perché i sintomi e i segni misurabili spesso non coincidono3.
Una meta-analisi di 14 studi ha trovato, dopo la LASIK, una riduzione significativa della produzione di lacrime e del tempo di rottura del film lacrimale, cioè di quanto a lungo le lacrime restano stese sull’occhio; dopo SMILE e PRK le riduzioni erano più piccole e non significative. Per conclusioni solide servono però studi randomizzati di qualità4.
Nei due studi PROWL, tra le persone senza sintomi di occhio secco prima dell’intervento, circa il 28% li riferiva a tre mesi2. Per questo l’ESCRS considera l’occhio secco una controindicazione relativa, raccomanda di studiare il film lacrimale prima di operare e indica la PRK come preferibile alla LASIK in chi ne soffre già1. Cause e rimedi sono nell’articolo sull’occhio secco.
Aloni, abbagliamento, visione notturna
Lo studio
PROWL: che cosa riferiscono i pazienti dopo la LASIK
I due studi PROWL, osservazionali e prospettici, hanno seguito tra il 2011 e il 2014 262 militari della Marina tra i 21 e i 52 anni e 312 civili tra i 21 e i 57 anni, operati di LASIK per miopia, ipermetropia o astigmatismo. Prima e dopo l’intervento hanno compilato un questionario. Sdoppiamento delle immagini, abbagliamento, aloni e raggi intorno alle luci erano frequenti già prima dell’operazione e nel complesso sono diminuiti; ma a tre mesi il 43% e il 46% dei partecipanti dei due studi riferiva almeno un sintomo visivo nuovo. L’insoddisfazione per la vista andava dall’1 al 4%, quella per l’intervento dall’1 al 2%. Gli autori concludono che chi si opera va informato bene sulla possibilità di sintomi nuovi2.
Il difetto di partenza conta: per l’ESCRS la qualità della visione dopo la LASIK risente di più delle correzioni sopra le 7 diottrie1. Se guidi spesso di sera, è un tema da affrontare prima dell’intervento; ne parliamo nell’articolo sulla guida notturna.
Ectasia: rara, ma è la complicanza da prevenire
L’ectasia è un indebolimento della cornea, che dopo l’intervento si assottiglia e si sfianca progressivamente, con un aumento della miopia e dell’astigmatismo; una revisione la descrive come una delle complicanze più gravi della chirurgia refrattiva9. Nasce da un cedimento della struttura della cornea, legato a un intervento troppo impegnativo per quella cornea o a una sua debolezza già presente prima6.
Una revisione dei casi pubblicati ha stimato, negli occhi senza fattori di rischio riconoscibili, circa 20 casi ogni 100.000 occhi dopo la PRK, 90 dopo la LASIK e 11 dopo la SMILE. Per la SMILE, però, i casi segnalati crescono con la diffusione della tecnica, e gli autori ritengono che un cheratocono già presente prima dell’intervento abbia un ruolo più grande di quanto si pensasse5. Sono stime approssimative, costruite confrontando i casi descritti con il numero stimato di interventi.
I numeri sono scesi nel tempo: in una casistica di 30.167 occhi l’ectasia dopo LASIK si è presentata in 10 occhi, lo 0,033%, contro lo 0,66% riportato nel 2001, un calo attribuito al miglioramento degli esami prima dell’intervento6. Una topografia anomala della cornea resta il fattore di rischio più importante; contano anche una quota elevata di tessuto rimosso, una cornea sottile, una miopia elevata e l’età7. Allergie oculari e l’abitudine di strofinarsi gli occhi potrebbero innescare alcuni casi inspiegati6: ne parliamo nell’articolo su strofinarsi gli occhi.
Se l’ectasia compare, si può trattare con il cross-linking, che rende più rigida la cornea. In uno studio randomizzato su 179 persone con ectasia dopo chirurgia refrattiva, a un anno la curvatura massima della cornea era diminuita di 0,7 diottrie nei trattati, mentre nel gruppo di controllo continuava ad aumentare10. Lo raccontiamo nell’articolo sul cross-linking.
Infezioni e problemi del lembo
Le infezioni della cornea, o cheratiti, sono tra le complicanze più rare. Uno studio retrospettivo su una rete di centri del Regno Unito, tra il 2008 e il 2015, ha contato 26 infezioni certe o probabili su 564.165 occhi operati di LASIK e 11 su 81.792 operati di PRK: un caso ogni 21.697 interventi nel primo caso, uno ogni 7.434 nel secondo. Il rischio era circa tre volte più alto dopo la PRK, ma secondo gli autori restava molto basso con qualunque tecnica8.
La LASIK ha poi complicanze proprie del lembo: pieghe, spostamenti, cellule che crescono sotto di esso. Per l’ESCRS un lembo spostato va lavato e riposizionato o suturato, e creare il lembo con il laser a femtosecondi è associato a meno complicanze durante l’intervento1.
Chi non dovrebbe fare il laser
Le raccomandazioni europee elencano le situazioni in cui l’intervento sulla cornea non va fatto o va valutato con molta cautela1:
- controindicazioni assolute: il cheratocono e ogni malattia della cornea che peggiora, compresa una topografia anomala anche senza sintomi, e la gravidanza; l’intervento va evitato anche durante l’allattamento;
- controindicazioni relative: un’età inferiore ai 18 anni, una cornea più sottile di 500 micron, l’occhio secco;
- altre situazioni da valutare: un difetto visivo non stabile, malattie generali o dell’occhio non controllate, una cataratta che progredisce, precedenti cheratiti da herpes, l’uveite, alcune distrofie della cornea e aspettative non realistiche.
Se ti è stato detto che la tua cornea è «al limite», chiariscilo prima di decidere: una forma anomala della cornea è il principale indizio di rischio di ectasia7. Della malattia parliamo nell’articolo sul cheratocono.
Quando parlarne con l’oculista
- Prima dell’intervento: riferisci all’oculista gravidanza o allattamento, occhio secco, malattie generali, precedenti infezioni o infiammazioni dell’occhio1.
- Nei giorni dopo l’intervento: dolore che aumenta invece di diminuire, occhio sempre più rosso, secrezioni o vista che peggiora vanno segnalati il giorno stesso al centro che ti ha operato, perché tra le complicanze possibili ci sono le infezioni1,8. Se è urgente, chiama il 112 o vai in pronto soccorso.
- Mesi o anni dopo: una vista che torna a peggiorare, con miopia e astigmatismo che aumentano, va fatta controllare, perché può essere il segno di un’ectasia9.
Domande frequenti
Con il laser agli occhi si può perdere la vista?
Le complicanze che possono ridurla seriamente, infezioni ed ectasia, sono rare5,8. L’ectasia si previene soprattutto con gli esami prima dell’intervento6,7 e, se compare, si può trattare con il cross-linking10.
Quanto dura l’occhio secco dopo il laser?
Non c’è una durata uguale per tutti. Secchezza e fastidio nei primi tempi sono considerati sintomi transitori, e diventano una complicanza se durano oltre tre mesi1. Nei due studi PROWL circa il 28% di chi non aveva sintomi prima li riferiva a tre mesi2.
Si può fare il laser in gravidanza o durante l’allattamento?
No: per le raccomandazioni ESCRS la gravidanza è una controindicazione assoluta agli interventi sulla cornea, e la chirurgia refrattiva va evitata anche durante l’allattamento1.
I rischi sono diversi tra LASIK, PRK e SMILE?
In parte sì. L’ectasia è stata stimata più frequente dopo la LASIK che dopo PRK e SMILE5; le infezioni sono risultate circa tre volte più frequenti dopo la PRK8; l’occhio secco pesa di più dopo la LASIK4. In assoluto le differenze restano piccole: la scelta parte dagli esami della tua cornea1.
Il laser per la miopia ha rischi reali, ma quelli gravi sono rari e in buona parte prevedibili con una valutazione accurata5,6. La parte più utile la puoi fare tu: raccontare tutto all’oculista, fare gli esami con calma e sapere che cosa aspettarsi nei mesi successivi2.
Fonti
- European Society of Cataract and Refractive Surgeons (ESCRS). ESCRS Recommendations for Refractive Surgery. escrs.org
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I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).


