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Retinoblastoma: il riflesso bianco nelle foto

È un tumore raro della retina dei bambini piccoli e spesso si annuncia con un riflesso bianco nella pupilla, a volte visibile in una foto. Come si riconosce, come si cura e che cosa dicono i dati sulla sopravvivenza.

A cura della redazioneAggiornato il 9 min di lettura10 studi e fonti citatiTesto generato con l'IA
Illustrazione In una foto con il flash un occhio ha il solito riflesso rosso, l'altro un riflesso bianco, la leucocoria. Può avere diverse cause, tra cui il retinoblastoma, un tumore raro della retina dei bambini piccoli.

A volte succede sfogliando le foto di famiglia. In un’immagine scattata con il flash, uno degli occhi del bambino non ha il solito bagliore rosso ma un riflesso bianco o giallastro, simile a quello degli occhi di un gatto al buio. Può avere diverse spiegazioni6, ma è un’immagine da mostrare presto al pediatra: tra le cause possibili c’è il retinoblastoma, un tumore raro della retina che colpisce i bambini piccoli.

È una parola che spaventa, ed è giusto dire subito anche l’altra metà della storia. Nei paesi ad alto reddito sopravvive più del 95% dei bambini con retinoblastoma3, e sempre più spesso si riesce a conservare l’occhio4. Uno dei fattori che contano, insieme all’accesso alle cure, è arrivare presto alla diagnosi5.

In breve

  • Il retinoblastoma è un tumore raro della retina: colpisce circa un bambino ogni 15.000-20.000 nati, quasi sempre prima dei 5 anni1,2.
  • I segni più frequenti sono una pupilla che appare bianca, chiamata leucocoria, e lo strabismo1.
  • Circa 4 casi su 10 sono ereditari, legati a una mutazione del gene RB1; per questo la consulenza genetica e i controlli dei familiari a rischio fanno parte delle cure8,10.
  • Nei paesi ad alto reddito sopravvive più del 95% dei bambini; nel mondo, nonostante i progressi, le differenze restano molto ampie3,4.
  • Un riflesso bianco in una foto non è una diagnosi, ma è un motivo per far visitare il bambino in tempi brevi2,6.
In questo articolo
  1. Che cos’è il retinoblastoma
  2. Il riflesso bianco e gli altri segni
  3. Come si arriva alla diagnosi
  4. Le cure e i risultati
  5. Quando riguarda tutta la famiglia
  6. Domande frequenti
  7. Fonti

Che cos’è il retinoblastoma

La retina è il sottile strato di cellule sul fondo dell’occhio che trasforma la luce in segnali per il cervello. Il retinoblastoma nasce da una cellula della retina ancora in formazione: ogni cellula ha due copie del gene RB1, una ereditata da ciascun genitore, e il tumore si sviluppa quando entrambe smettono di funzionare3. Nel mondo ne ricevono la diagnosi circa 8.000 bambini ogni anno3.

È il tumore maligno più frequente all’interno dell’occhio nei bambini, ma resta raro: uno ogni 15.000-20.000 nati1. In oltre il 90% dei casi compare prima dei 5 anni e non colpisce di più un sesso o un gruppo etnico2. Nel 60% dei casi riguarda un solo occhio, con una diagnosi a un’età mediana di due anni; nel 40% entrambi, con una diagnosi più precoce, intorno a un anno1.

Il riflesso bianco e gli altri segni

I due segni con cui il retinoblastoma si presenta più spesso sono la leucocoria, cioè una pupilla che appare bianca invece che nera o rossa, e lo strabismo, un occhio che devia1. Il riflesso bianco può essere notato dai familiari, la sera o in una fotografia2. Possono comparire anche un occhio arrossato e infiammato, sangue o un deposito biancastro dietro la cornea, un occhio più grande o sporgente1.

Una pupilla bianca, però, non significa automaticamente retinoblastoma. Una rassegna del 1999 elenca altre cause, tra cui residui di tessuti dello sviluppo nel vitreo, la malattia di Coats (un’alterazione dei vasi della retina), un’infezione da parassiti chiamata toxocariasi e la retinopatia della prematurità. Proprio perché tra le cause possibili c’è anche il retinoblastoma, gli autori considerano la leucocoria un segnale che richiede una diagnosi certa nel più breve tempo possibile6.

Esistono app che analizzano le foto alla ricerca del riflesso bianco. Una revisione del 2026 ne ha individuate cinque, studiate in sette lavori: possono aiutare a notare segni sospetti, ma i risultati sono variabili, gli studi piccoli e di qualità disomogenea, e la loro affidabilità nella vita reale non è ancora dimostrata9.

Come si arriva alla diagnosi

Il primo filtro è il test del riflesso rosso, che può essere fatto alla nascita e nei controlli dei primi anni2. È semplice e rapido, ma non infallibile: una meta-analisi di cinque studi su 8.713 neonati ha trovato che un riflesso anomalo indica molto probabilmente un problema reale, mentre uno normale non basta a escluderlo7. Per questo un riflesso bianco notato più tardi, anche in una foto, va riferito anche se il controllo alla nascita era normale. Come funziona il test lo spieghiamo nell’articolo su che cosa vede un neonato.

La diagnosi vera e propria si fa con l’esame del fondo dell’occhio; ecografia, risonanza magnetica e tomografia computerizzata possono contribuire1. Nella maggior parte dei casi non serve una biopsia: bastano la visita e le immagini2.

Le cure e i risultati

Le terapie dipendono da quanto è esteso il tumore e da quanti occhi sono coinvolti. Quando è colpito un solo occhio, rimuoverlo (l’enucleazione) è ancora spesso necessario; quando sono coinvolti entrambi, nella maggior parte dei casi si riesce a conservare almeno un occhio1. Negli ultimi decenni le cure si sono spostate verso trattamenti meno aggressivi: la chemioterapia per via endovenosa, portata direttamente nell’arteria dell’occhio o iniettata nel vitreo, insieme a laser, crioterapia e radioterapia applicata sull’occhio1,3,10. La radioterapia esterna, invece, si usa il meno possibile, per il rischio di effetti tardivi1.

Lo studio

Quarant’anni di retinoblastoma nel mondo

Una revisione sistematica con meta-analisi del 2022 ha riunito 314 studi, con 38.130 bambini di 80 regioni del mondo diagnosticati tra il 1980 e il 2020. In quattro decenni la sopravvivenza complessiva è passata dal 79% all’88% e la quota di occhi conservati dal 22% al 44%. Sopravvivenza e conservazione dell’occhio erano più alte dove il reddito, l’istruzione e l’accesso alle cure erano maggiori. Il limite: sono dati tratti da studi pubblicati, e i legami con reddito e istruzione sono associazioni, non prove di causa4.

Una meta-analisi del 2026 su 25 studi basati su registri di popolazione ha stimato una sopravvivenza a cinque anni del 91%, e ha trovato una mortalità più alta quando la diagnosi arrivava a un’età più avanzata5. Il divario tra paesi resta il dato più duro: nelle stime raccolte nel 2015, la sopravvivenza superava il 95% nei paesi ad alto reddito, ma a livello globale restava sotto il 30%3.

Quando riguarda tutta la famiglia

Circa il 40% dei retinoblastomi è ereditario: il bambino porta una mutazione di RB1 in tutte le cellule del corpo8. Tutte le forme bilaterali sono ereditarie, e chi porta la mutazione ha un rischio superiore al 90% di sviluppare il tumore1. Per questo il test genetico, la consulenza e i controlli dei familiari a rischio sono considerati parte essenziale delle cure10.

Chi ha avuto la forma ereditaria ha anche, da adulto, un rischio più alto di altri tumori, in particolare sarcomi delle ossa e dei tessuti molli e melanomi8. Un gruppo internazionale di centri specializzati non ha trovato prove che esami periodici in assenza di sintomi siano utili, ma considera prudenti il controllo della pelle e una valutazione tempestiva dei disturbi alla testa e al collo8; per chi ha avuto la forma ereditaria è indicato un controllo per tutta la vita3.

Quando parlarne con l’oculista

  • Una pupilla che appare bianca, grigia o gialla, dal vivo o in una o più foto con il flash: mostrala al pediatra o all’oculista in tempi brevi, portando le foto2,6.
  • Un occhio che comincia a deviare, verso il naso o verso l’esterno1: lo strabismo nei bambini va sempre valutato, come spieghiamo nell’articolo sullo strabismo nei bambini.
  • Un occhio arrossato e infiammato senza una causa evidente, o un occhio che sembra più grande o sporgente1.
  • Un genitore, un fratello o una sorella che hanno avuto un retinoblastoma: è un’informazione da dare subito al pediatra, perché i familiari a rischio vengono seguiti con controlli dedicati10.

Domande frequenti

Un riflesso bianco in una foto vuol dire che il bambino ha un tumore?

No: una pupilla bianca può avere diverse cause, anche non tumorali6. Ma è un segno che va spiegato, e solo un esame dell’occhio può farlo: per questo è giusto mostrare la foto al pediatra senza lasciar passare settimane2,6.

Il retinoblastoma è ereditario?

In circa 4 casi su 10 sì8, e tutte le forme che colpiscono entrambi gli occhi sono ereditarie1. La consulenza genetica aiuta a capire il rischio per fratelli, sorelle e futuri figli10.

Quanti bambini sopravvivono al retinoblastoma?

Nei paesi ad alto reddito più del 95%3. Considerando anche paesi con meno risorse, una meta-analisi di studi di popolazione ha stimato una sopravvivenza a cinque anni del 91%5.

A che età compare?

Quasi sempre prima dei 5 anni2. Le forme che colpiscono entrambi gli occhi si scoprono in media intorno a un anno, quelle in un solo occhio intorno ai due1.

Il retinoblastoma è raro: uno ogni 15.000-20.000 nati1. Ma è uno di quei casi in cui un gesto semplice, mostrare una foto al pediatra, può contare. Gli studi degli ultimi quarant’anni raccontano cure sempre più capaci di salvare la vita e l’occhio4, e indicano che il tempo della diagnosi è una delle cose che fanno la differenza5. Che cosa si controlla negli occhi dei più piccoli lo spieghiamo anche nell’articolo sulla prima visita oculistica del bambino.

Fonti

  1. Aerts I, Lumbroso-Le Rouic L, Gauthier-Villars M, Brisse H, Doz F, Desjardins L. Retinoblastoma. Orphanet J Rare Dis. 2006;1:31. doi:10.1186/1750-1172-1-31 · PubMed 16934146 · PMC
  2. Ademola-Popoola DS, Opocher E, Reddy MA. Contemporary management of retinoblastoma in the context of a low-resource country. Niger Postgrad Med J. 2019;26(2):69-79. doi:10.4103/npmj.npmj_21_19 · PubMed 31187745
  3. Dimaras H, Corson TW, Cobrinik D, White A, Zhao J, Munier FL, et al. Retinoblastoma. Nat Rev Dis Primers. 2015;1:15021. doi:10.1038/nrdp.2015.21 · PubMed 27189421 · PMC
  4. Wong ES, Choy RW, Zhang Y, Chu WK, Chen LJ, Pang CP, et al. Global retinoblastoma survival and globe preservation: a systematic review and meta-analysis of associations with socioeconomic and health-care factors. Lancet Glob Health. 2022;10(3):e380-e389. doi:10.1016/S2214-109X(21)00555-6 · PubMed 35093202
  5. Yan Y, Li G, Wang W, Ni N. Incidence, mortality, and survival trends of retinoblastoma in children: a systematic review and meta-analysis of population-based studies. Ital J Pediatr. 2026;52(1). doi:10.1186/s13052-026-02296-5 · PubMed 42374466 · PMC
  6. Balmer A, Munier F. [Leukokoria in a child: emergency and challenge]. Klin Monbl Augenheilkd. 1999;214(5):332-5. doi:10.1055/s-2008-1034807 · PubMed 10420380
  7. Subhi Y, Schmidt DC, Al-Bakri M, Bach-Holm D, Kessel L. Diagnostic Test Accuracy of the Red Reflex Test for Ocular Pathology in Infants: A Meta-analysis. JAMA Ophthalmol. 2021;139(1):33-40. doi:10.1001/jamaophthalmol.2020.4854 · PubMed 33180103 · PMC
  8. Tonorezos ES, Friedman DN, Barnea D, Bosscha MI, Chantada G, Dommering CJ, et al. Recommendations for Long-Term Follow-up of Adults with Heritable Retinoblastoma. Ophthalmology. 2020;127(11):1549-1557. doi:10.1016/j.ophtha.2020.05.024 · PubMed 32422154 · PMC
  9. Mohammad Zubairi KS, Ali EZ, Abdul Jalil J, Li Yen C, Tharmathurai S, Rahmat J, et al. Smartphone applications for early screening of retinoblastoma: a scoping review. BMC Ophthalmol. 2026;26(1). doi:10.1186/s12886-026-04666-3 · PubMed 41673594 · PMC
  10. Nag A, Khetan V. Retinoblastoma – A comprehensive review, update and recent advances. Indian J Ophthalmol. 2024;72(6):778-788. doi:10.4103/IJO.IJO_2414_23 · PubMed 38804799 · PMC

I titoli degli studi sono nella lingua originale di pubblicazione. I numeri in apice nel testo rimandano a queste fonti; i dati delle citazioni vengono da PubMed (National Library of Medicine).

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